Solito grande Armstrong, solito bravo Basso

Il texano prima ha una leggera crisi, poi torna a dominare. Tappa a Totschnig, applausi a Garzelli

Visto che batterlo non si può, si accetta di buon grado anche un pareggio. Lance Armstrong è ancora una volta il più forte di tutti nella prima tappa pirenaica del Tour, così ad Ivan Basso può andar bene di essere di nuovo il primo degli umani.
Il texano chiude al secondo posto dietro ad un Georg Totschnig monumentale ma dimostra di non temere nessuno: in crisi leggera nelle prime battute della penultima salita Armstrong, senza compagni di squadra, rientra rapidamente sul gruppetto formato da Vinokourov, Ullrich, Basso e Landis chiudendo di fatto la contesa. A nulla sono serviti gli scatti del cassanese e del tedesco che, a differenza di altre volte, ci hanno provato; a nulla sono servite le asperità del Port de Pailheres e quelle dell’ascesa conclusiva verso Ax3-Domaines. Anzi, negli ultimi chilometri di gara è stata proprio la spinta del leader del Tour a causare il cedimento anche di Ullrich, giunto poi a 20" dal duo Armstorng-Basso e a 1’16" da Totschnig.

Ivan il terribile però non è l’unico varesotto a far parlare di sé, anzi: se il Tour si corresse ancora con le squadre nazionali, un’ipotetica formazione di casa nostra sarebbe tra le maggiori protagoniste. Tra gli eroi di giornata va annoverato Stefano Garzelli che, libero da pressioni di classifica, ha mantenuto fede alla promessa di dare battaglia nella seconda metà della corsa francese. E infatti Garzelli ci ha provato restando in fuga per oltre duecento chilometri insieme a Totschnig e ad altri temerari e, austriaco a parte, è stato l’ultimo a cedere chiudendo comunque al 12° posto. Nella stessa fuga c’era anche Daniele Nardello il quale, dopo aver perso contatto dall’accoppiata Totschnig-Garzelli, è risultato di nuovo utile al suo capitano Ullrich, tirando il gruppetto dei migliori nelle prime rampe dell’ultima salita.

Domani secondo tappone sui Pirenei con cinque Gpm: Basso e Ullrich hanno promesso di nuovo battaglia e per il cassanese – ora terzo nella generale – si profila la possibilità di attaccare la seconda posizione occupata ancora da Rasmussen. Si affronterà tra gli alti anche il Portet d’Aspet, il colle sul quale giusto dieci anni fa perse la vita il povero Fabio Casartelli.

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Pubblicato il 16 Luglio 2005
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