Terrore a Londra, un ferito «ma volevano uccidere»

Stesso esplosivo degli attentati dello scorso 7 luglio secondo Scotland Yard. Rafforzati i controlli nelle basi militari italiane

Ancora paura a Londra che a sole 2 settimane dal 7 luglio rivive il panico delle bombe. Quattro esplosioni alle 13.30 ora italiana hanno seminato il panico nelle stazioni della metropolitana di Warren Street, Oval e Shepherd’s Bush, e su un bus ad Hackney Road, nella zona orientale di Londra paralizzando la città.
Dopo un pomeriggio di notizie frammentarie (stessa “tattica” utilizzata dal governo inglese nel precedente attacco) nel tardo pomeriggio le prime notizie ufficiali. Nelle quattro esplosioni non vi sono morti, ma un solo ferito. L’entità degli scoppi non è stata tale da provocare insomma la carneficina del 7 luglio, ma l’intenzione – e qui arrivano i commenti della polizia londinese – «era quella di uccidere». Nella serata, poi, arriva la conferma: l’esplosivo impiegato per gli attentati è lo stesso utilizzato due settimane fa. Da qui la matrice dell’attentato che con ogni probabilità è la stessa; un altro elemento di collegamento consiste nel fatto che gli attacchi sarebbero avvenuti in simultanea, proprio come il 7 luglio.

A qualche ora dalle esplosioni il primo ministro inglese Tony Blair ha parlato alla nazione.  «Non possiamo minimizzare – ha affermato Blair  – ma dobbiamo rispondere con la massima calma. La polizia sta facendo il massimo».

Dopo la ferma condanna degli attentati da parte del presidente della Repubblica Ciampi e del presidente afgano Karzai, ricevuto al Colle dal Capo dello Stato, notizie di agenzia riportano in tarda serata che è stata rafforzata la sicurezza anche nelle caserme e nelle basi militari italiane.

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Pubblicato il 21 Luglio 2005
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