La stanza dei sogni di Carlo Fava

Il concerto a Malnate dell'artista milanese riprende la tradizione del teatro canzone

Un pò Gaber, un pò jazz, un grande autore e interprete. In una serata di acquazzoni Carlo Fava ha incantato Malnate. In "Sotto il quadro di Chaplin" l’artista milanese svela subito la sua passione per la cultura quando canta che "le parole dei poeti, oltre a farci innamorare, sono quasi sempre belle, sono quasi sempre vere".
Fava si è presentato insieme a un terzetto di musicisti, oltre a lui al piano, Vittorio Marinoni alla batteria, Martina Marchiori al violoncello e Beppe Quirici al basso elettrico.
Uno spettacolo sulle tracce del tardizionale teatro-canzone che ha visto un Carlo Fava vero mattatore. Canzoni cariche di ironia che hanno compiuto un viaggio tra un’"Italia che non legge", e "L’uomo flessibile". Un percorso personale, ma anche politico dove emerge una grande attenzione al tema dell’informazione. "Metroregione" è infatti tutta dedicata al mondo delle notizie. Magica e applauditissima l’operazione di mettere in musica la scaletta dell’edizione di Studio aperto del 21 dicembre 2004.  
Fava racconta un mondo che cambia che non ha più le certezze di una volta. Lo fa con profonda ironia, come in "Cofani e portiere" e nel monologo dove racconta il suo odio per le donne e il suo mancato incontro in un caffè di Topazio conosciuto su una chat per solo uomini.
Uno spettacolo di un’ora e mezzo terminato con due bis dopo vari minuti di applausi di un pubblico entusiasta e molto caloroso.
  La serata era la penultima di "esterno notte suoni" organizzato da Filmstudio 90 ed era inserita all’interno di "estate in villa" promossa dall’assessorato alle culture del Comune di Malnate.

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Pubblicato il 28 Agosto 2005
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