“Roma ha vinto di nuovo”

Dopo la bufera sulla Popolare di Lodi boom di accessi per il sito del Comitato amici di Crediteuronord, l’ex banca della Lega

“Pensavamo che la Lega fosse un’altra cosa. Invece Roma ha vinto di nuovo”. Si chiude così il volantino che il Comitato amici di CrediteuroNord ha distribuito a giugno all’ultima adunanza del Carroccio a Pontida.
La loro banca, quella fortemente voluta dal loro leader Umberto Bossi, per evitare il fallimento nel novembre del 2004 venne acquistata dalla Banca Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. Un’operazione drammatica per i soci che ora rischiano di perdere circa l’85% del loro capitale (le azioni vennero acquistate a 25,8 euro e ora valgono meno di 4).

In questi giorni di bufera sul sistema finanziario italiano che vede coinvolta in primis la banca lodigiana, il sito del comitato registra un boom di accessi.

Un sito ben fatto con una documentazione ricchissima. Un sito che trasuda disillusione per un progetto che era sentito come di tutto il “movimento”. Chi lo ha realizzato, come molti del comitato stesso ripongono ancora fiducia nei militanti e nei vertici del Carroccio, ma non vengono risparmiate critiche forti a chi ha gestito tutta l’operazione economica.
La rinnovata attenzione anche sul web non deve stupire perché gli ex soci della “banca della Lega” sono fortemente preoccupati in quanto, a suo tempo, la Bipielle si era garantita una via d’uscita grazie ad una clausola del contratto di cessione: se ci saranno procedimenti pendenti entro la fine del 2005, la vendita sarà annullata.

Una situazione che venne ben descritta gia sei mesi fa, il 7 febbraio, da Alberto Statera sulle pagine di economia e finanza di Repubblica. “Per tamponare il fallimento leghista, che lascia tremila soci (ex) militanti imbufaliti, era stata officiata la Popolare di Milano che, visti i conti, è scappata a gambe levate. A questo punto compare il cavaliere bianco che si prende il crack della Lega con la benedizione di Fazio, che se non riuscirà a bloccare l’orda d’oltralpe, avrà almeno placato in nome dell’italianità il secessionismo padano e convinto i leghisti a votare contro il mandato a termine del governatore, come ha già promesso il ministro Maroni. Il cavaliere bianco di Fazio risponde al nome di Gianpiero Fiorani, ragioniere quarantacinquenne, ex giornalista dell’Avvenire, da sei anni amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, una banchetta di provincia con molti problemi, con una quota di bad loan tra i peggiori in Europa”.

Nel rileggere quell’articolo si capiscono meglio molti passaggi  dei recenti fatti e fanno riflettere ancora di più le righe di chiusura di Statera. “Il minicrack della Banca della Lega è l’epitome di ciò che sta avvenendo nel sistema bancario italiano, in una confusa fase di riallocazione d’interessi, che qualche giorno fa ha visto anche un’irrituale intesa tra il governatore e il presidente del Consiglio. Se questa è la linea del Piave dell’italianità, c’è forse da augurarsi che qualche grande banca straniera prenda il controllo di banche italiane”.

Ora, quello che veniva definito il cavaliere bianco, Giampiero Fiorani, dopo l’intervento della Magistratura milanese, esce di scena. Le prossime settimane, oltre che per molti signori della finanza con in testa addirittura Banca d’Italia, saranno decisive anche per la sorte dei tanti soci dell’ex “banca della Lega”.

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Pubblicato il 05 Agosto 2005
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