Spesa in Svizzera: conviene veramente?
Secondo Repubblica, la spesa low cost al confine comasco è diventata un appuntamento fisso. Non sembra essere così dalla parte varesina
Conviene veramente fare la spesa in Svizzera? A quanto si leggeva su Repubblica lo scorso 20 agosto, secondo le testimonianze di alcuni clienti della provincia di Como che vanno oltre confine a comprare abitualmente, la risposta è sì. Dalla parte varesina, a Stabio, il trend non sembra essere così scontato. Sarà che è agosto e i clienti non ci sono nemmeno in Italia, ma di macchine parcheggiate e di clienti italiani se ne vedono con il contagocce. Le commesse di uno dei più grandi supermercati del paesino ticinese, taciturne per contratto, confermano le prime impressioni: «Italiani se ne vedono, ma non più del solito. Più che altro sono quelli che vengono qui a fare benzina, l’unica che conviene veramente».
Facendo un rapido raffronto dei prezzi di alcuni beni di consumo quotidiano, si vede come non sia poi così conveniente recarsi in Svizzera a fare la spesa: la mozzarella ad esempio, costa 0,96 euro la confezione oltreconfine, mentre 0,90 in Italia, mentre il latte intero 1,05 euro in Svizzera e 1,25 in Italia. Il prezzo della verdura è addirittura più alto in Svizzera che in Italia, dove conviene comprare ad esempio zucchine, pesche o prugne. Il prezzo dei pannolini per i bambini si equivale nei due paesi, intorno agli 8,90 euro a pacco, mentre per quanto riguarda il burro c’è un risparmio più sostanzioso, intorno all’euro a panetto, non certo sufficente per spingersi oltreconfine a fare la spesa..
Anche i pochi italiani incontrati a Stabio confermano l’ipotesi che non sia un appuntamento fisso quello della spesa di confine. La signora Paola F., che fa la spesa mentre il marito nel frattempo fa benzina, dice: «Alcuni prodotti si equivalgono, come formaggio e latte, ma non penso che verrei a fare la spesa qui senza il pretesto della benzina». Dello stesso parere Marco L., malnatese in trasferta per fare rifornimento, che approfitta per riempire, poco, il carrello: «Prendo due o tre cose, ma evito verdura e frutta: da noi conviene. Mi accontento di latte e pane, che costano più o meno come da noi, ma non vengo in Svizzera a fare la spesa, sarei un pazzo». Infine Carlo B., di Stabio, che addirittura viene in Italia a fare la spesa: «Nei vostri grandi centri commerciali ci sono spesso offerte che da noi non si trovano. È uno scambio: voi avete ricominciato a venire in Svizzera per la benzina, noi andiamo in Italia per fare la spesa».
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