Amianto, una questione da trattare… con i guanti
Respinta in Consiglio comunale una risoluzione di Rifondazione Comunista che chiedeva di attuare la legge regionale sulle bonifiche
Le legge c’è, i suoi effetti un po’ meno. Si potrebbe riassumere così la sensazione emersa al termine del dibattito che lunedì, nella seduta del Consiglio comunale, ha visto Rifondazione Comunista porre sul piatto la questione, scomoda, dell’amianto (nella foto, lastre in Eternit) e delle complicate procedure per rimuovere questo pericolosissimo inquinante, massiciamente impiegato in edilizia per decenni, e ancora quando già si sapeva della sua tossicità, fino alla definitiva proibizione del suo utilizzo nel 1992.
In materia di bonifica dall’amianto esiste una recente legge regionale, la L.R. 17/2003, che prescrive ai singoli comuni una serie di competenze in collborazione con ASL e ARPA. In una risoluzione presentata dai consiglieri comunisti Corrado e Lofano si chiedeva al Comune di Busto Arsizio di attivarsi attuare questa norma, in particolare la creazione di un catasto dei siti da bonificare – competenza prima attribuita alla regione dalla legge nazionale 257/92. Si chiedeva inoltre di coinvolgere sindacati ed associazioni in una campagna informativa rivolta ai cittadini, e di attivare un gruppo di lavoro sull’amianto all’interno della Commissione consiliare Ambiente. Alla domanda posta da Corrado sull’esistenza o meno di un censimento, o catasto che dir si voglia, dei siti da bonificare sul territorio comunale, l’assessore all’Ambiente Buzzi ha risposto che, in assenza del regolamento attuativo regionale, nulla può essere fatto. In verità si scopre, navigando in Rete, che la Regione ha già emanato alcune procedure per il finanziamento alle bonifiche di piccole quantità di amianto da parte dei Comuni, quindi qualcosa c’è . "Questa non è una risposta: ci sono anche delle leggi nazionali da rispettare" ha fatto notare il capogruppo dei Progressisti Alberto Grandi, insoddisfatto delle risposte dell’amministrazione. Anche Paolo Cicero (FI) ha azzardato qualche velata critica, asserendo che "forse è venuto il momento di aggiornare i dati di cui disponevamo, tanto più che sono molti i condomini che hanno già provveduto in proprio a sostituire le coperture": e lo dice chi in edilizia ci lavora. Comunque, quando si è trattato di votare, la maggioranza si è mostrata compattamente contraria, con l’eccezione di Cicero che non ha preso parte al voto.
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