Centrodestra diviso anche sui diritti dei portatori d’handicap
Una mozione del leghista Terzaghi a favore dei disabili passa grazie ai voti dell'Unione. Dura presa di posizione di An: «Qualcuno cerca facili consensi elettorali»
Lo stato di salute di una coalizione si vede anche dalle piccole cose. Ieri sera il centrodestra si è diviso – e tra gli alleati sono volate anche accuse pesanti – su una mozione di tutela dei diritti dei portatori d’handicap, presentata dal consigliere leghista Terzaghi.
Il documento chiedeva da un lato che si ponga in atto una campagna di sensibilizzazione invitando a rispettare i diritti delle persone disabili, dall’altro impegna Comune e Polizia locale a controllare con maggiore severità gli abusi e gli usi illegittimi delle autorizzazioni di circolazione e libera sosta concesse a queste categorie di persone.
Ovviamente tutti d’accordo con lo spirito della mozione, ma ormai la cultura del sospetto o semplicemente la voglia di smarcarsi ad ogni costo prevalgono su tutto in Consiglio comunale.
Il presidente della commissione “Servizi sociali”, il nazionalalleato Nicola Cornacchia, accusa Terzaghi di agire per conto proprio alla ricerca di qualche consenso elettorale, scavalcando e delegittimando il lavoro della commissione. La replica di Terzaghi è altrettanto dura. Facendo il "verso" all’esponente di An, Terzaghi ne imita l’accento meridionale e lo accusa di mancanza di rispetto nei confronti dei portatori d’handicap.
A mandare su tutte le furie Cornacchia è una lettera, scritta da alcune associazioni di tutela dei portatori d’handicap, che contiene alcuni suggerimenti per meglio affrontare la questione. La missiva è stata spedita a Terzaghi e per conoscenza al sindaco ed all’assessore competente, ma non al presidente della commissione.
Secondo Cornacchia bisogna quindi tornare in commissione per discutere le proposte delle associazioni. Forza Italia, Udc e la Lista Fassa, che giudicano la mozione Terzaghi troppo generica, sono d’accordo ed assieme al gruppo di An votano la richiesta di sospensione della discussione presentata dal consigliere di Progetto città Michele Imperiali. La richiesta non passa per un solo voto, 18 si contro i 19 no di Lega e Unione. Il Consiglio comunale ripropone dunque una maggioranza trasversale che ormai tanto inedita non lo è più, dato che si forma con una certa frequenza e su tematiche differenti. Questa maggioranza, con l’aggiunta dell’esponente dell’Udc Salerno, vota quindi il documento finale, sul quale si astengono Forza Italia, Udc e Lista Fassa.
Oltre ad un inasprimento della lotta agli “abusivi dei permessi”, in corrispondenza di tutti i parcheggi riservati agli invalidi verrà sistemato un cartello con la scritta “Non occupare questo posto se non ne hai diritto. Campagna di sensibilizzazione sociale a cura del comune di Varese”. Soddisfatto il relatore della mozione: «Con la decisione di questa sera – afferma infatti Terzaghi – affrontiamo un problema etico prima ancora che politico, è importante contrastare quelle forme di egoismo sociale che penalizzano i cittadini più svantaggiati». Deluso invece il consigliere Imperiali, che sull’argomento vanta precise competenze legate alla sua professione: «Il mio gruppo si è astenuto per rispetto nei confronti delle persone disabili, ma sento il dovere di dire che con questo provvedimento cambierà ben poco, perché non vengono affrontati i nodi di fondo della questione».
Anche secondo Forza Italia, la misura che è stata votata ieri sera serve a ben poco. All’interno del partito di maggioranza relativa, in questo periodo ai ferri corti con la Lega per questioni di ben altra portata politica, c’è chi è addirittura d’accordo con Cornacchia: «Ecco la dimostrazione che era una pura mossa demagogica» sibila un consigliere azzurro quando i disabili presenti in sala applaudono il via libera della mozione.
Dal canto loro, i portatori d’handicap non vogliono farsi coinvolgere nella polemica politica, ma non rinunciano ad esprimere la loro opinione sul dibattito di ieri sera: «Sono contenta per ciò che abbiamo ottenuto» chiarisce subito Vanda Ghiringhelli, presidente dell’Associazione italiana artro-protesizzati (Aiap). «Nel mondo politico – continua la Ghiringhelli – c’è sempre chi sostiene che si poteva fare di più, che le misure adottate non sono sufficienti. Queste persone possono anche avere ragione, ma è troppo facile criticare le proposte altrui: come mai non hanno fatto niente in prima persona, dov’erano loro quando altri affrontavano la questione?».
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