Colombo: «Sì alla terza pista. I comuni entrino in Sea»

Il sindaco di Somma Lombardo invita Sea e i vertici della politica ad affrontare le questioni aperte, prima fra tutte la delocalizzazione

«Pensiamo pure alla terza pista, ma prima chiudiamo le partite aperte in passato e mai chiuse». Così commenta il sindaco di Somma Lombardo, Guido Colombo, in chiusura del sopralluogo nelle aree che dovrebbero essere delocalizzate di Somma Lombardo, Ferno e Lonate Pozzolo effettuato insieme ai sindaci Claudia Colombo e Piergiulio Gelosa e all’assessore regionale Davide Boni.

«Ritengo indispensabile – continua Guido Colombo – chiudere il discorso delocalizzazione con interventi in favore di chi sceglie di andare via e di chi invece vuole continuare a risiedere a Somma Lombardo. Non è giusto che i Comuni del sedime aeroportuale debbano farsi carico delle spese ingenti che Malpensa obbliga ad affrontare per vigilanza urbana, sanità, anagrafe e tanto altro. C’è poi il problema della tassa sul volo: quei soldi non sono mai arrivati, ma i cittadini li hanno pagati, da qualche parte devono pur essere finiti. Noi siamo sempre stati favorevoli alle opportunità, lo abbiamo detto chiaro in campagna elettorale. Malpensa per noi è una grande opportunità, e la terza pista anche: d’altra parte Sea ha depositato il progetto in Regione, non si può ignorarlo o fra finta che non esista. Ma prima bisogna provvedere alle questioni rimaste aperte».

Quello della Valutazione Ambientale Strategica è un’altra delle questioni che Colombo mette in primo piano per poter cominciare a pensare alla terza pista: «Pensare ad uno sviluppo futuro si può fare, ma prima la Vas deve dimostrare che il nostro territorio è in grado di affrontare un simile impegno. Siamo stanchi di essere costretti a ragionare per profitto e denaro: la gestione degli aeroporti deve essere lasciata in mano ai politici, gli unici che conoscono il territorio e le sue esigenze. Da quando ci sono i manager, le scelte calano dall’alto. Se il Comune di Milano pensa di poter gestire una situazione da lontano, di fare di Varese e provincia una terra di conquista, senza investire una lira per il territorio, ha sbagliato a capire». Infine, Colombo rilancia una proposta già sentita in campagna elettorale: «I Comuni del sedime aeroportuale devono poter entrare nel cda della società che gestisce gli scali milanesi, non vedo alternative per coinvolgere il territorio nelle scelte».

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Pubblicato il 13 Settembre 2005
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