Formazione professionale: pochi fondi, molti disagi

Una lettrice denuncia il caso del figlio rimasto senza il corso da frequentare. L'assessore replica: «Fatevi consigliare da enti qualificati»

L’anno scolastico è ormai ai nastri di partenza. Si tratta dell’ultimo prima del varo della Riforma Moratti. Nel settembre 2006 ci saranno due canali paralleli ma “comunicanti” che i ragazzi saranno chiamati a scegliere in terza media, in base alle proprie attitudini, aspirazioni e ambizioni.

A dodici mesi dalla “grande rivoluzione”, però, rimangono ancora molti punti oscuri. Se nelle scuole si tratta di modificare il programma, di adottare nuovi strumenti formativi e capire quale sarà lo status giuridico del personale, negli istituti di formazione si deve rivoluzionare l’attuale stato di cose portando i corsi da due a tre anni .
Alcuni istituti si stanno lentamente adeguando, tra mille problemi non ultimo quello della scarsità dei fondi regionali (dato che il settore viene gestito dalle Regioni attraverso le Province) che ha impedito ai tanti ( forse troppi) enti formativi accreditati di adottare strumenti idonei e avviare una sperimentazione adeguata.

A farne le spese sono soprattutto i ragazzi, come dimostra la lettera giunta alla nostra redazione e che narra i problemi del figlio rimasto, durante l’estate, senza un corso da frequentare: «A gennaio 2005 abbiamo iscritto nostro figlio, quindicenne avendo ripetuto la prima media, alla scuola CLAF di Varese, corso biennale per acconciature maschili/femminili versando la dovuta caparra. Il 22 luglio u.s. riceviamo una telefonata dalla CLAF che ci invitava a ritirare la caparra in quanto il ragazzo non può più frequentare la suddetta scuola a causa di una circolare non ben specificata. Mi sono recata subito presso la scuola ma la signorina della segreteria non ha saputo dirmi nulla.

Ad oggi, non sappiamo niente. Mio figlio chiede cosa farà il 12 settembre. E noi non sappiamo cosa rispondere. Questa situazione ci ha creato un vuoto ed un’ansia enorme.

Oggi mi sono recata presso un altro centro di formazione professionale per cercare un’eventuale soluzione di "ripiego". I loro corsi sono già "al completo". Ovvio, siamo a settembre! Ci sentiamo penalizzati ed impotenti».

 

Un caso isolato? Un problema diffuso? Abbiamo girato la questione all’Assessore provinciale Andrea Pellicini: «Esprimiamo un vivo rammarico per la situazione di oggettiva difficoltà segnalata, ritengo e mi auguro che si tratti di un caso isolato, dato che a tutt’oggi non abbiamo ricevuto segnalazioni analoghe.

Purtroppo la lettrice ha ricevuto una scorretta informazione da parte della struttura a cui si è rivolta e che quindi ha erroneamente accolto la pre-iscrizione a gennaio.

A partire dallo scorso anno formativo (2004-2005) sulla base di precise disposizioni della Regione, ben note agli Enti di Formazione, ai corsi biennali possono infatti accedere solo i ragazzi che abbiano frequentato anche parzialmente il primo anno di una scuola media superiore.
Purtroppo, come la vostra lettrice ha già avuto modo di verificare, i corsi di formazione triennali finanziati da risorse pubbliche (e quindi gratuiti) sono ad oggi presenti in numero limitato sul nostro territorio e quindi i circa 800 posti disponibili sono ormai tutti occupati.

Devo inoltre purtroppo precisare che le risorse assegnate alle Province per l’attuazione dei corsi di formazione professionale destinati agli adolescenti non consentono di rispondere per intero alla richieste presenti sul territorio, tanto che numerosi ragazzi che avevano chiesto di accedere alle attività formative sono stati riorientati, entro lo scorso mese di giugno, verso altri percorsi scolastici.

A differenza di quanto avviene nelle istituzioni scolastiche, dove vi è una maggiore possibilità di commisurare il numero di classi alle effettive richieste, nell’ambito della formazione professionale esiste un “contingentamento” dei corsi basati sulle risorse

assegnate, non incrementabili nel caso di richieste superiori alle possibilità di accoglimento».

 

Al ragazzo rimasto "a piedi", l’assessorato propone due vie di uscita: o l’iscrizione per il 2006, con perdita dell’anno, ad un corso triennale o la scelta di una scuola superiore in attesa di potersi iscrivere al secondo anno professionale, avendo maturato i crediti sufficienti, sempre che ci siano disponibilità di posti nei percorsi.

 

Chiunque si trovasse in situazioni analoghe può contattare gli uffici competenti al numero 0332 252 608 oppure 252 606. Ulteriori maggiori chiarimenti si possono avere ai Centri per l’Impiego della Provincia di Varese e ai servizi InFormaLavoro.

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Pubblicato il 08 Settembre 2005
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