In ricordo di Attilio Cannella

Il noto professore si è spento nei giorni scorsi. L'ultimo impegno era stato Il giornale parlato per Università Popolare

La morte di Attilio Cannella, inaspettata per i più,  ha colpito nel profondo tutti quelli che l’hanno conosciuto, ne hanno apprezzato le straordinarie doti intellettuali e umane, gli hanno voluto bene.

In occasioni come queste gli elogi post mortem si sprecano; ma per Attilio non riusciremo mai a trovare  parole sufficienti per esprimere i nostri sentimenti, per dire quanto egli è stato importante per noi, quanto gli siamo grati per la straordinaria lezione di vita che ci ha dato.

Valoroso professore, da anni in pensione, Attilio ha la lavorato intensamente in pratica fino all’ultimo, fin che è stato aggredito dalla brevissima malattia che lo ha stroncato.

Egli ha continuato a lavorare per la scuola, componendo una monumentale antologia di letteratura italiana. Ma le sue migliori qualità le ha profuse in un costante, appassionato impegno civile e culturale, saldamente collocato a sinistra, anche senza impegni diretti coi partiti. La sua onestà intellettuale, la sua pulizia morale (dote così rara ai giorni nostri) hanno fatto sì che abbia ricevuto incondizionati apprezzamenti e dimostrazioni di grande rispetto anche da parte degli avversari politici.

Personalmente lo ricordo quando lavorava insieme a me nella Università Popolare. Avevamo istituito un “Giornale parlato”, che è durato per anni e che teneva le sue riunioni settimanali presso il Circolino di Bosto.

L’intento era quello di creare una base di civile discussione e di scambio  intorno ai fatti salienti del momento, partendo dalla lettura dei quotidiani di varia tendenza.

Lo spoglio dei giornali lo facevamo un po’ tutti, a turno, ma alla fine avevamo lasciato il compito interamente a lui, certo non per pigrizia, ma perché nessuno di noi era capace di metterci tanto impegno, tanta serietà e anche tanta obiettività.

Per questo le riunioni del Circolino, benché fossero improntate da un chiaro imprinting di sinistra, contavano la presenza anche di un consistente pubblico di destra.

Oltre che per  l’intelligenza, la cultura, la generosità, l’impegno ricorderemo Attilio soprattutto per il suo profondo senso di giustizia, per la tolleranza, l’apertura, l’amore che aveva per gli altri.

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Pubblicato il 24 Settembre 2005
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