
L’assessore regionale all’Ambiente,
Francesco Pintus (foto), ha presenziato oggi al forum provinciale di Agenda21 per la riduzione dei rifiuti. Varesenews lo ha avvicinato per raccoglierne le impressioni, interrogandolo su quali siano le politiche future dell’ente Provincia, specialmente alla luce del Piano provinciale rifiuti in via di definizione. "Sicuramente occorre una maggiore sensibilità su una questione importante come la riduzione dei rifiuti" ha commentato l’assessore, "del resto la situazione politica è tale da non consentire più margini di manovra. Non possiamo pensare, come Provincia, di imporre un singolo luogo in cui smaltire rifiuti (leggi inceneritore), non vi sono le condizioni per questo, le popolazioni interessate si ribellano alla sola idea. Alternative? Smaltire i rifiuti fuori provincia, ma i costi finanziari ed ambentali – l’inquinamento prodotto dai Tir carichi di immondizie – sarebbero enormi". Non resta dunque che la soluzione del "fai da te", ossia del gestire in proprio, con i metodi più svariati, il problema rifiuti. In base a questa logica, e non potendo esercitare un potere d’imperio per i motivi di cui sopra, la provincia ha diviso il suo territorio in cinque sub-ambiti ("io e l’assessore Farioli partecipiamo regolarmente alle loro riunioni", specifica Pintus) ciascuno dei quali dovrà autoregolarsi per quanto attiene lo smaltimento dei rifiuti che produce. Saranno possibili anche accordi incrociati, del tipo "noi smaltiamo il vostro umido se voi fate lo stesso con la nostra carta": una sorta di mercatino del riciclaggio, che richiederà comunque un accordo sulle strutture utilizzabili e le aziende impegnate. Uno dei cinque sub-ambiti provinciali coincide con la parte varesina dell’ex consorzio Accam, che serve anche dodici Comuni dell’Alto Milanese: "per questo mi incontrerò a breve con la collega milanese, assessore Brembilla" assicura Pintus. La verità è che il sistema escogitato dalla Provincia per uscire dall’impasse, vista l’ostilità generale a qualsiasi tipo di impianto di smaltimento, inclusi i compostaggi, non ha più probabilità di funzionare di una soluzione "d’autorità" dall’alto: e l’accusa mossa alla provincia di aver scaricato la patata bollente sui Comuni non è poi così infondata.
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