Reguzzoni: «E’ finita l’epoca dei termovalorizzatori»
A pochi mesi dall’approvazione del piano provinciale rifiuti il Presidente della Provincia parla di obiettivi: «Portare la quota di rifiuti ricliclati al 60 per cento»
Più alta sarà la quota di raccolta differenziata, minore sarà la necessità per la nostra provincia di avere un altro termovalorizzatore. Questo, riassumendo, il punto di vista del Presidente della provincia di Varese Marco Reguzzoni sulla questione rifiuti. L’argomento è di quelli scottanti e che ha sempre generato una forte reazione da parte del territorio (vedi l’impianto di Caronno Corbellaro, che qualche anno fa fece scendere in piazza migliaia di cittadini). L’uscita di Reguzzoni sulla materia non è casuale. Da un lato, infatti, si rincorrono i timori di una necessità di aprire un secondo impianto di termovalorizzazione, magari a nord della provincia; dall’altro i tempi tecnici per l’approvazione del nuovo piano provinciale rifiuti: un mese ancora di tempo per presentare le osservazioni il termine scade il 24 ottobre.
«Sia le linee di indirizzo sia le soluzioni prospettate indicano chiaramente il percorso che intendiamo proseguire, quello della raccolta differenziata – spiega il Presidente della Provincia. L’obiettivo è quindi portare la media provinciale di frazione riciclata dei rifiuti dall’attuale 45,5 per cento al 60 per cento. Non è né facile né semplice ma sono convinto che riusciremo a farcela. Anche quando la raccolta differenziata venne introdotta sembrava impossibile raggiungere certi risultati. Invece…».
Attualmente è attivo in provincia un termovalorizzaotre all’impianto Accam, a Busto Arsizio. La domanda è: ne occorre un altro per la provincia di Varese?
«I termovalorizzatori sono la risposta che si dà quando la differenziata manca o è di scarso valore quantitativo o quando mancano i canali per il recupero e il riciclo dei rifiuti – conclude Reguzzoni. Con una rigorosa politica di riciclaggio e, quindi, di recupero e riutilizzo di una buona parte dei rifiuti, il termovalorizzatore non ha senso. Sono dell’avviso che sia finita l’epoca di questi impianti, anche per quelli che sono ancora in vita».
Tornando al Piano, l’iter prevede che a partire dalla fine di ottobre, data ultima entro cui presentare le osservazioni, la Provincia avrà 45 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni alle osservazioni ricevute. Il passaggio successivo vi sarà in Consiglio provinciale con l’assemblea che dovrà dare il proprio ok prima che il Piano, le osservazioni e le controdeduzioni siano inviate in Regione.
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