Una task force contro l’ictus

L'azienda Ospedaliera elabora un nuovo approccio multidisciplinare per i pazienti dei presidi di Busto, Saronno e Tradate

L’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio ha avviato un progetto per potenziare la risposta specialistica per i pazienti colpiti da ictus cerebrale, una  patologia che, in Italia, è la terza causa di morte dopo le malattie cardio-vascolari e le neoplasie, ed è la causa del 10-12% di tutti i decessi, oltre a rappresentare il principale motivo di invalidità.

A partire dal mese di settembre è stata organizzata una rete aziendale che coinvolge gli ospedali di Busto Arsizio, Saronno e Tradate per affrontare in modo interdisciplinare l’iter terapeutico, coinvolgendo diverse équipe specialistiche, dal momento dell’ingresso in Pronto soccorso  fino alla riabilitazione funzionale.

Nei reparti di neurologia degli ospedali di Busto Arsizio e Saronno, sono allestite due "stroke unit", cioè due unità di cura subintensiva da quattro posti ciascuna (due per camera), pensate per contrastare più efficacemente e in modo multidisciplinare la patologia cerebro vascolare.
I posti letto – otto in totale, a disposizione anche dei pazienti del presidio di Tradate – sono monitorizzati con
apparecchiature per la rilevazione dei valori della pressione arteriosa, saturazione d’ossigeno ed elettrocardiogramma 24 ore su 24.

Il progetto di  "Unificazione del percorso di diagnosi e cura nella patologia cerebrovascolare acuta”, coordinato dal dottor Marco Masini,  ha coinvolto i reparti di Neurologia, Recupero e rieducazione funzionale, Pronto soccorso, Diagnostica per immagini e le Direzioni mediche dei tre ospedali.

Il piano di riorganizzazione dell’attività di cura in questo settore è stato messo a punto anche a fronte di dati epidemiologici che hanno evidenziato un’incidenza della malattia in Italia di 200-250 nuovi casi l’anno ogni 100.000 abitanti.  “In Lombardia  – spiegano i responsabili Neurologi di Busto Arsizio, Saronno e Tradate, dottor Daniele Porazzi, dottor Giampiero Grampa  e dottor Davide Uccellini – si registrano circa 20.000 nuovi casi di ictus all’anno. Di questi il 20-30% muore entro 3 mesi, il 40-50% perde definitivamente l’autonomia ed il 10% presenta recidive entro 12 mesi. I costi sociali sono  altissimi”. La nostra provincia non fa eccezione: solo nei reparti di neurologia di tre presidi ospedalieri dell’Azienda, vengono ricoverati ogni anno circa 320 pazienti affetti da ictus.

 “Il potenziamento dell’Azienda sul fronte di questa patologia – aggiunge il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera Pietro Zoia – era un obiettivo importante ed è stato raggiunto per la professionalità dei nostri operatori e per il lavoro in un’ottica aziendale, così da garantire il più qualificato approccio diagnostico-terapeutico alla patologia cerebro-vascolare acuta.  Grazie all’ intervento medico-riabilitativo precoce, coordinato dalla dottoressa Giovanna Beretta, responsabile dei Centri di Riabilitazione aziendali, sarà inoltre possibile ottenere il miglioramento delle condizioni del paziente al momento delle dimissioni, con una riduzione della mortalità e disabilità”.

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Pubblicato il 16 Settembre 2005
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