Verifiche nell’arte

Un’esposizione collettiva a Villa Soranzo mette in mostra il lavoro di più autori, una visione di un insieme la complessità della attuale ricerca estetica. La mostra allestita alla Pinacoteca di Villa Soranzo a Varallo Pombia

Un’esposizione collettiva mette in mostra il lavoro di più autori, li presenta al pubblico, li diversifica e consapevolmente, nell’autonomia espressiva degli autori, mostra nella particolareggiata visione di un insieme la complessità della attuale ricerca estetica.

La mostra allestita alla Pinacoteca di Villa Soranzo a Varallo Pombia da Giuseppe Armenia, Domenico Borrelli, Giovanni Fioccardi, Paolo Grassino, Enrico Iuliano, Gioberto Noro e curata da Fabrizio Paracchini si colloca su questa via.

C’è, nella differenza dei temi espressivi e formali proposti, una specularità, una complementarietà di intenti e di discorsi. Il tema stesso dell’esposizione “ Il filtro dell’immagine” ricompone unitariamente il nostro sguardo sull’insieme e lo conduce ad una ben precisa riflessione sulle tematiche dell’arte, in un gioco linguistico a più significati ma pienamente in sintonia con le complessità delle attuali operazioni artistiche.

Il gioco “..è quello di scambiare i ruoli alle cose senza tradirne le origini: Assemblare oggetti per dire parole. Verificare ipotesi attraverso arte-fatti formali. Ripresentare il visto e il visionario attraverso i loro residuati mnemonici…” come ben suggerisce F. Paracchini nella presentazione.

Così che il compito dell’arte, mai definibile in una precisa totalità,  si pone soltanto come segno allusivo, come rimando, mai come definizione.

Ecco allora che Armenia congiunge lo spazio esterno del portico con un sottile cavo d’acciaio sul quale, nella posizione di un uomo in marcia restano due semplici scarpe, a suggerire un percorso che è già avvenuto e di cui forte resta la presenza/assenza del corpo: Corpo evocato o presunto.

Oppure gli scorci fotografici di Fioccardi che restituiscono ai luoghi (panchine di un parco, marciapiedi…) le nostre più quotidiane aspettative.  Grassino , invece, da corpo a installazioni di oggetti rivestiti con altrettanta naturalità da un materiale industriale come lo “spontex” che privando l’oggetto della sua fisicità lo restituisce carico di una forte ambiguità segnica e ne fa il veicolo per una nuova mitologia del quotidiano.

Mentre Borrelli non si allontana dalla naturalità del corpo umano pur nella trasformazione della sua dimensione fisica, attraverso sapienti variazioni morfologiche a più punti di vista. Corpi distorti, fatti di una propria naturalità poco accettata che continua a parlare della vita. Iuliano invece mette in scena apparati complessi ma ben riconoscibili dallo spettatore, il quale, da subito coglie il legame profondo e tragico tra forme e elementi formali come l’inchiostro/sangue della rappresentazione. Così Noro attraverso la fotografia di modelli in scala ridotta ci rimanda ambienti vuoti, abbandonati. Luoghi in cui il vissuto, il quotidiano si esibisce in un’apparenza di realtà, in uno spazio simili a qualsiasi altro spazio umanamente vissuto.

La mostra aperta il 10 settembre si chiude il 2 ottobre 2005.

                                                                                                               Varallo Pombia

Pinacoteca di villa Soranzo

Il Filtro dell’Immagine

A cura di Fabrizio Baracchini

Dal 10/09 al  2/10/2005

Da martedì a venerdì per appuntamento  

Tel— 0321/95176

Orario sabato e festivi 10/12 —17/19

 

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 27 Settembre 2005
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