All’Insubria si festeggia il “dottore in medicina”
Domenica 16 ottobre si celebra la Griornata del medico, tradizionale appuntamento per fare il punto di una professione sempre più complessa
Una “scelta d’amore” festeggiata anche quest’anno in grande stile: domenica 16 ottobre, i camici bianchi della provincia di Varese celebrano infatti la “Festa del Laureato in occasione della Giornata del Medico”.
L’appuntamento, organizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Insubria e dall’Ordine dei Medici della Provincia di Varese, prevede due momenti: alle ore 9.00, presso l’Aula Magna di Via Ravasi 2, dopo i saluti di Paolo Cherubino, preside della Facoltà medica dell’Università dell’Insubria, di Francesco Pasquali, presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e di Pier Maria Morresi, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Varese, Francesca Franzi, vincitrice del premio di laurea “Giovanni Ragnotti” leggerà il giuramento di Ippocrate.
A seguire, il professor Giuseppe Armocida parlerà del Tempio del Medico d’Italia di Duno in Valcuvia, un luogo simbolico e unico nella penisola, di solidarietà, riflessione e memoria per quanti esercitano la professione medica.
Al centro dell’appuntamento, vi sarà la premiazione dei 58 laureati 2004/05 in Medicina e Chirurgia e il conferimento della medaglia a 20 medici con 50 anni di laurea.
La festa proseguirà poi a Duno, presso il Tempio del Medico, con la celebrazione della Santa Messa.
«Nonostante il difficile momento per la sanità, la missione del medico mantiene ancora intatto il suo fascino e la sua enorme valenza umana e sociale – afferma il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Paolo Cherubino – Mai come oggi, è essenziale lo scambio di competenze, il rapporto umano con i colleghi e con i malati, l’aggiornamento professionale, che restano punti cardine del nostro quotidiano insegnamento».
«Questa cerimonia – afferma il Presidente dell’Ordine dei Medici Pier Maria Morresi – sottolinea la sinergia tra l’Università che si occupa di formare i futuri medici e l’Ordine che deve garantire la qualità della professione e del servizio all’utenza. Ci fa riflettere inoltre sul legame profondo tra i medici del passato e i medici del futuro, la cui eccellenza si fonda anche sull’insegnamento da parte di buoni maestri. Il ruolo dell’educatore e gli esempi virtuosi del passato vanno riscoperti e valorizzati».
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