Borghezio: “Gallarate musulmana mai”
L'europarlamentare leghista tuona contro l'immigrazione a Caiello, in compagnia del collega Speroni e del senatore Peruzzotti. Niente corteo in via Varese
Parole di fuoco contro gli immigrati nella manifestazione organizzata questa sera dalla Lega a Caiello, in piazza Diaz. Tre "pezzi da novanta" del Carroccio sono stati mobilitati per la battaglia contro la moschea a Caiello. Mario Borghezio (foto) è stato l’oratore d’eccezione della serata; a precederlo sul palco il senatore Luigi Peruzzotti ed il collega europarlamentare Francesco Speroni. Ad ascoltarli un pubblico affezionato di militanti del Carroccio, ma anche qualche croce celtica dell’estrema destra -del resto era pur sempre il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma del 1922. La maggior parte degli intervenuti, tuttavia, sembrava venire da fuori – gente da Cassano Magnago, da Saronno, anche da Milano – mentre la risposta di Caiello sembrerebbe, a prima vista, essere stata un po’ freddina, a dispetto dell’indubbia popolarità della causa.
Prima sopresa: l’annunciato corteo non si tiene. "Ma come, siamo venuti apposta da Milano…" commenta un militante. Poco male, gli interventi dei "big" non deluderanno la platea e raccoglieranno consensi da stadio.
L’apertura è affidata a Marco Pinti, coordinatore provinciale dei Giovani Padani: "Questa manifestazione è per sponare Mucci, che ha i suoi tempi. Mucci è lento, la Lega è rock" dice Pinti parafrasando Celentano. Peruzzotti attacca diretto: "Pinti mi diceva che molti sono rimasti a casa perchè le mamme avevano paura a mandarli qui, temevano incidenti (tutto tranquillissimo, nessuna contestazione, ndr). La vera paura bisognerà averla se si metteranno a comandare loro, gli immigrati, imponendo la loro volontà, la loro religione. La libertà conquistata a caro prezzo sarebbe allora in pericolo.
Noi vogliamo mandare in giro le nostre donne dopo le otto senza che siano stuprate e uccise, mandare i bambini a scuola senza fargli incontrare gli spacciatori". La marea dell’immigrazione cresce, avverte il senatore, e se gli immigrati otterrano il voto "il risultato elettorale sarà falsato" e sarà "la fine della democrazia". In riferimento alle bellicose dichiarazioni del presidente iraniano Ahmadinejad che invocava la distruzione di Israele, Peruzzotti azzarda la profezia: "L’Ulivo rimpiangerà il tempo delle manifestazioni antiamericane quando scoppierà la terza guerra mondiale!" Prima del "Viva la Lega" finale, c’è anche tempo per una tirata contro la campagna di stampa contro la legge Bossi-Fini, "che alcuni giudici interpretano a modo loro", e per i complimenti a Caiello, "che stasera dà prova di civiltà".
Appena più sfumato nei toni Speroni. Lontano dall’istituzionalità del di Strasburgo Consiglio comunale di Busto Arsizio, il politico ruspante si scatena. "Non una battaglia di intolleranza, ma di legalità la nostra. I luoghi di culto musulmani sono gli unici, tra quelli non cattolici, a non rispettare le leggi italiane. Tra i loro leader religiosi locali c’è chi ha da scontare 18 mesi di carcere per falsificazione di documenti". Per Speroni "sono loro a rifiutare la convivenza: il cristianesimo oggi è una religione d’amore, nel Corano invece è scritto di uccidere apostati e infedeli. L’Islam moderato non esiste: ci crederò quando li vedrò sfilare per protesta contro Ahmadinejad o contro le mutilazioni sessuali femminili (uso tribale africano, non legato all’Islam, ndr). Si può essere più razzisti di chi vuole distruggere Israele?". Un’invasione strisciante è in atto, secondo Speroni, "non con i carri armati ma con vecchi pescherecci malandati, e chiunque la vuol fermare si sente dare del razzista: intanto si sentono frasi del tipo, appena ci danno il voto vi facciamo vedere noi".
Borghezio apre all’attacco: "Musulmani fondamentalisti vaffan…", frase che scatena applausi a cascata e il coro di "Borghezio, Borghezio" del popolo in camicia verde. Vantandosi come sempre di essere "politicamente scorretto", il battagliero leader piemontese affonda: "Questi non affittano, acquistano in contanti, vogliono radicarsi qui. Noi, padroni in casa nostra, a cosa ci riduciamo? A chiedere, per favore, che rispettino le regole, che è il minimo che possiamo esigere… Razzismo? Guardate ebrei e palestinesi, lì ne hanno da vendere!" Secondo Borghezio "l’infiltrazione è molto peggio dell’invasione", anche se "con questo governo qualcosa sta cambiando".. Il "cambiamento" tuttavia "è ostacolato da quei Ponzio Pilato, quei giudici comunisti che trovano sempre il pelo nell’uovo in quelle leggi del c… Ce ne freghiamo del politicamente corretto in un Paese in cui non c’è mai un extracomunitario che si alza sul tram per far posto a un anziano. Non vogliamo i musulmani, siamo di un’altra cultura e civiltà, quella europea". Scatenato, Borghezio spara a zero: bordate contro "certe famiglie i cui figli si fanno di coca, e sui cui giornali ci si insulta"; contro "l’Espresso" e la sua inchiesta sul lager per disperati di Lampedusa – "solo noi della Lega abbiamo difeso le forze dell’ordine, mica come certi politici che prima delle elezioni sembrano del Ku Klux Klan e poi cercano di dare il voto agli immigrati": il riferimento, esplicito, era a Gianfranco Fini. Per Borghezio "il dovere degli europei è di essere uniti, non di farsi la guerra come è accaduto per secoli, di preservare la nostra identità anche etnica". Poi vengono le minacce: "Non c’è pietà per nessuno, verrà il giorno della resa dei conti, e si scoprirà che c’è una Lega dura, che ha appreso la lezione di Umberto Bossi, ed è quella di stasera, quella delle piazze e dei cortei. Siamo forza di popolo, radicata nei valori tradizionali e nel nostro simbolo atavico, il Sole delle Alpi. Prendiamo esempio da quei Paesi europei dove chi sbaglia viene preso a calci anche dalle vecchiette! Mai Gallarate musulmana!"
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