Magnano: “Felicissimo: bravi anche in attacco”

Le grandi percentuali delle guardie biancorosse fanno sorridere il tecnico. Recalcati: «Onore a una Varese di prim'ordine»

Varese si esalta con le grandi. Dopo Bologna, anche Siena paga dazio al Palawhirlpool. A pochi giorni dal disastro di Roseto, Varese sfodera una splendida prestazione dall’arco dei tre punti che, sommata alla pessima serata ai liberi della Montepaschi, permette ai biancorossi di bloccare la cavalcata dei senesi, fino a questa sera ancora imbattuti.

Gran parte del merito va all’accoppiata Garnett-Hafnar, autrice di 47 punti. Magnano ritrova in pieno i suoi cecchini, e non può che esserne soddisfatto. «Quando tiriamo con queste percentuali – afferma il coach argentino – possiamo vincere le partite, il nostro potenziale offensivo è soprattutto negli esterni». Ottandadue punti sono un record per questa Whirlpool, che solitamente preferisce i punteggi bassi. Realizzarli contro Siena, che fino ad ora ne aveva incassati 62 di media, fa ancora più effetto. Magnano però, sempre fedele ai suoi principi, preferisce ancora una volta parlare della difesa: «La nostra priorità difensiva era non concedere contropiedi, constringerli a giocare contro la difesa schierata. Siamo stati molto bravi in questo, tutti hanno fatto quello che dovevano fare, senza cali di tensione e mostrando un grande atteggiamento». Il simbolo di questa totale devozione alla causa è Gabriel Fernandez, autentico lottatore con sprazzi di pregevole qualità cestistica. «Finalmente vi siete accorti di quanto è utile Gabriel – scherza coi giornalisti Magnano – lui è uno che in campo dà tutto, si trova bene coi compagni e trsmette fiducia».
Andando a cercare il pelo nell’uovo, questa sera è risultata opaca la prova di Collins, l’eroe della vittoria sulla Climamio. Ma Magnano assolve il playmaker americano: «Era sempre marcato da un uomo più alto e molto più forte fisicamente, è normale che abbia sofferto una difesa di questo tipo». Ogni cosa è al suo posto dunque, e che la marcia possa ripartire dopo il doppio stop di settimana scorsa.

Sull’altro fronte invece si registra la prima sconfitta stagionale. Recalcati ammette i meriti di Varese, ma non riesce comunque a digerire la pessima prova dalla lunetta della sua squadra. Un 18/33 devastante, con errori pesanti come macigni nel finale proprio degli uomini migliori in questo fondamentale: Kaukenas e Woodward. «In un finale punto a punto – afferma il coach della nazionale – non si può sbagliare quella marea di tiri liberi». Recalcati lamenta anche una scarsa freddezza dei suoi nei momenti decisivi, una incapacità di leggere le situazioni e fare le scelte giuste: «Alla fine del terzo quarto, tanto per fare un esempio, abbiamo concesso due tiri da tre facili a Varese quando, avendo un solo fallo di squadra, potevamo bloccare le loro azioni». Secondo il coach senese la sua squadra deve ancora trovare un leader in grado di prendere per mano la squadra in questi frangenti, guidarla nei momenti caldi del match. Serata sciagurata ai liberi e brutta gestione dei frangenti decisivi dunque, ma anche lo stesso Recalcati forse ha qualche responsabilità nella prima sconfitta di questa Montepaschi. Benjamin Eze, autentica spina nel fianco della difesa varesina, è rimasto a lungo in panchina nell’ultimo quarto, nonostante fosse gravato solo di tre falli. La giustificazione dell’allenatore della stella non convince molto: «Soffrivamo molto i pick and roll e avevamo bisogno di uomini veloci ed aggressivi in difesa. Inoltre stavamo scivolando verso un finale punto a punto, volevo avere in campo i migliori tiratori dalla lunetta; purtroppo però sono mancati proprio loro» . Vero, però è vero anche che il break decisivo Varese l’ha piazzato proprio nei minuti in cui Eze era in panchina, privato della possibilità di migliorare il suo già ottimo 28 di valutazione.

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Pubblicato il 30 Ottobre 2005
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