Mangia: «Meritavamo di più». Solbiatese in silenzio stampa
La decisione dei dirigenti nerazzurri non è stata motivata. Corallo e Pascuccio: «Serve più attenzione»
Dopo partita con sorpresa al Franco Ossola. A causa di istruzioni telefoniche arrivate direttamente dal presidente Battiston i dirigenti, lo staff e i giocatori sono stati costretti a tacere davanti ai taccuini. Un silenzio stampa che non è stato motivato dalla società nerazzura che forse esporrà le sue ragioni nei prossimi giorni. Una scelta piuttosto originale, sicuramente controproducente e con qualche risvolto umoristico, visto che Tufano (foto) è stato avvisato dopo aver rilasciato qualche parola alle tv locali mentre il giovane Albizzati è stato costretto a chiedere di non pubblicare le dichiarazioni già effettuate.
Taccuini e registratori aperti solo per il Varese, quindi, con Devis Mangia (foto) costretto a mordersi le mani. «Secondo qualcuno la nostra vittoria nel derby di campionato ci era stata regalata. Oggi abbiamo invece dimostrato che quel successo era stato legittimo e che pure in coppa avremmo meritato di vincere. La Solbiatese ha fatto un tiro in porta, poi ha protetto il risultato, anche in modo legittimo. Ma insomma, abbiamo creato tutto noi, pagando per una sbavatura in difesa e per qualche errore di mira di troppo».
Mangia preferisce sorvolare sull’operato dell’arbitro. «Il rigore su Bilardo mi sembrava ci fosse, ma evito di dare giudizi perchè tutti possiamo sbagliare. Fa parte del gioco. Piuttosto sarebbe stato più giusto punire i body check, come avvenuto giustamente nel finale con Confeggi».
Dispiaciuti due dei protagonisti in biancorosso del match. «Peccato per quel fuorigioco nel finale – dice Pascuccio – perché Corallo mi aveva dato una gran palla. Il guardalinee mi ha detto che non ero io in off-side, ma non so a chi l’ha fischiato. La partita è stata piuttosto maschia, dura, una battaglia come piace a me. Però tutto è rimasto nei limiti della correttezza».
«Avrei voluto che il mio primo gol servisse ad andare avanti nella Coppa Italia» spiega invece Corallo. «Sulla punizione ho deciso di calciare sul palo di competenza del portiere perché ho visto che al momento della mia rincorsa ha fatto un passo verso il centro della porta. Inoltre era un po’ coperto. Del resto in settimana mi esercito anche sulle punizioni, un’arma in più per fare gol. La rete per lo meno serve a darmi un po’ di fiducia, le dediche le tengo per marcature più importanti».
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