Quando i milanesi venivano in vacanza a Gazzada

Storia di Villa De Strens, il palazzo che diventerà sede dell'Amministrazione comunale

Gazzada, all’inizio del 1900, aveva ancora una popolazione ridotta a circa 750 persone. Le abitazioni erano poche e raggruppate in un’area molto ristretta. Intorno al 1904-1906 cominciò la costruzione di ville e di residenze estive tra cui le ville Emilio De Strens, Pirovano, Albini e poco dopo Gazzada fu inserita negli Annuari del Touring Club come stazione turistica estiva.
La Villa De Strens rientra tra queste. La costruzione dell’edificio padronale fu ultimata nel 1906 come risulta dall’iscrizione dell’intonaco del sottotetto.
L’edificio fu abitato da privati fino alla metà degli anni ’80 quando il complesso, costituito da villa, foresteria, portineria e da un parco di quasi 30.000 metri quadri, fu ceduto a una società costituita allo scopo di edificare all’interno del parco un grande e prestigioso albergo. Dopo varie vicissitudini la società che doveva realizzare l’albergo fallì e l’immobile fu lasciato in stato abbandono. Solo nel febbraio del 2000 il Comune riuscì ad acquistare, per 2 miliardi e mezzo di vecchie lire, la proprietà partecipando all’asta pubblica di vendita.
La villa si distribuisce su quattro piani più un torre posta all’angolo sud dell’edificio. Ha soffitti e affreschi pregiati, stanze ampie e luminose. L’opera di restauro è stata lunga ed accurata: l’obiettivo era quello di riportare all’antico splendore gli interni e l’esterno rispettando lo stile e i materiali con cui erano stati realizzati in origine.
Affreschi, pavimenti (diversi a seconda dei locali) sono stati restaurati e solo dove necessario sostituiti. Pregevole la scala interna in noce nazionale, restaurata così come la balconata che funge da disimpegno ai locali del terzo piano.
Al quarto piano, dal locale biblioteca, attraverso una piccola scala, si arriva alla torretta dalla quale si può godere una meravigliosa vista sul lago di Varese e sulla zona collinare d’intorno.
Il parco, come si diceva, circonda la Villa e si estende per circa 30.000 metri quadri. Si tratta di un giardino all’italiana e all’interno vi sono essenze di pregio: si tratta di piante centenarie quali faggi, cedri, abeti, olmi, carpini, rododendri, tuie e castagni. La scuola “don Guido Cagnola” che confina con la Villa e il parco, ha messo a punto uno studio che si è concluso con il posizionamento di cartelli che indicano la tipologia delle piante. Un percorso botanico che aggiunge pregio a quello storico della Villa. 

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Pubblicato il 19 Ottobre 2005
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