Quando il cuore della città si chiamava piazza Porcari
Tra verande, verandine, vasi di fiori e fontane: così è cambiato il centro cittadino
Il cuore della piccola città di Varese era rappresentato da piazza Porcari, alla quale facevano capo le principali direttrici. Il fascismo volle cambiare il volto del centro di alcune città, all’architetto Loreti, interprete perfetto dello stile del Piacentini, l’architetto del regime nero, realizzò piazza Monte Grappa, opera di apprezzabile dignità e prevista nell’ambito di un notevole svecchiamento di un’area cittadina ben più vasta.
La piazza per decenni ha svolto la funzione di punto di riferimento, ma solo nelle grandi occasioni, politiche o sportive. Nella vita quotidiana principalmente la ravvivavano solo storici caffè come il Socrate e il Pini.
Verso la fine dell’era della Prima Repubblica apparvero una veranda fissa mentre il consueto deserto di cemento venne riempito di vasi e alberi: era l’inizio del progetto dell’arredo e della sistemazione delle piazze. Fu l’assessore Broggi, se non sbaglio, a proporre vasi e piante in quantità che ebbero il consenso del popolo dei cani affetti da prostata.
Con la Giunta Fassa si ebbe la prima piazza rinnovata, la Carducci, e un accettabile arredo urbano per parte del centro storico. La Lega Nord comunale (quella della Provincia è ben altra realtà) le sue iniziative, anche quando gli spunti vengono da altri, le realizza a velocità di funicolare, così lentamente negli anni abbiamo visto sparire la veranda fissa (ma ne è arrivata un’altra mobile), e piante e vasi ridicoli per lasciare posto, in attesa della nuova sistemazione, a baracconi, tende e pure a manifestazioni di arroganza di regime.
L’approdo finale del progetto dovuto agli architetti Giavotto e Leandro Redaelli, che hanno avuto come consulente Marcello Morandini, sarà ufficializzato il 29 ottobre e nell’occasione alcuni pannelli illustreranno anche la storia della piazza. Prima di questa chicca dobbiamo però alla Lega Nord e al Centrodestra lo sconcio culturale delle piazze 20 settembre e Beccaria raccontato con efficacia da Silvano Colombo.
Se Roberto Maroni sarà sindaco, a Palazzo Estense ci saranno più esperienza, operatività, buon gusto e attenzione. Anche se c’è un precedente preoccupante in tema di attenzione.
Maroni infatti, come ministro del Welfare è già di casa in piazza Monte Grappa con il palazzo dell’Inps. Dal quale pendono dimesse, avvilite le bandiere istituzionali. Sembrano proprio la rappresentazione del Governo.
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