Dalla parte di Claudio
Molte le lettere di solidarietà a Del Frate dopo lo striscione allo stadio firmato dai Blood and Honour
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Lo striscione allo stadio contro Claudio Del Frate sta suscitando numerose prese di posizione.
C’è una Varese che non ci sta ad assistere in silenzio ad episodi gravi e pericolosi. Quello che colpisce è la sufficienza che è stata espressa dai responsabili dell’ordine pubblico alla stadio. Alla faccia del decreto Pisanu, che ci mancava poco chiedesse anche il certificato di stato di famiglia degli spettatori, chiunque può issare striscioni offensivi e violenti. Ieri allo stadio, di fronte a una precisa domanda gli esponenti della società del Varese hanno affermato che la responsabilità è della polizia. Dal canto suo il responsabile allo stadio proprio della polizia ha affermato che l’interessato se vuole può sporgere querela.
Tutto qui? A questa stregua che senso ha fare leggi sulla sicurezza degli stadi?
La risposta ai nostri lettori, e ci auguriamo non solo a loro.
L’editoriale
L’infame nostro
Flai-Cgil Varese
Egregio Direttore,
ho spesso pensato di dare anche io il mio contributo, spiegando le ragioni per cui leggo Varesenews, e devo dirLe che certamente fra le molte motivazioni, avrei segnalato anche la presenza dei pungenti, ma sempre condivisibili post it di Claudio Delfrate. Voglio dunque approfittare di questa occasione per manifestare a Claudio la mia stima e la mia amicizia, e per confermare
a voi la mia simpatia per il giornale.
Cordiali saluti
Anna Pintus
Cosa vuoi Claudio, ci sono anche queste cose da sperimentare, ma
Il congresso FLAI esprime totale solidarietà civile a Claudio del Frate, convinti che proseguirà come ha sempre fatto, nel suo apprezzato lavoro, con spirito libero e di indipendenza di giudizio. Contemporaneamente di fronte ad una situazione di tale gravità la FLAI – CGIL si appella al Prefetto ed alle forze dell’ordine affinché non stiano a guardare ma intervengano con azioni concrete per impedire che episodi del genere possano ripetersi. Il Congresso invita la società civile e democratica varesina a non rimanere passiva ed aprire una campagna culturale e di civiltà per isolare questi loschi individui. il bene vale molto di più. Quello che ti voglio, quello con cui ti amano le persone che contano nella tua vita.
Il gruppo Positi-va esprime soldiarietà a Claudio Del Frate, giornalista che ha sempre tentato di dire la verità e che poche teste rasate tentano di far star zitto, senza riuscirci.
E’ importante che i cittadini onesti di Varese siano compatti nel condannare e nell’isolare questo pugno di "ragazzacci", che con celtiche dell’estrema destra unite ad atteggiamenti, strategie e linguaggio da mafiosi tentano di mettere le mani sulla città.
Positi-Va
Caro Claudio a nome di Uisp (unione italiana sport per tutti) ti esprimo
la più sincera solidarietà per il vile attacco alla tua persona.
Comitato Provinciale Uisp Varese
Franco Zanellati
Abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di apprezzare le qualità umane e professionali di Claudio di recente, nel corso di una serata organizzata dal Club avente ad oggetto "la devianza minorile della provincia di Varese" che lo ha visto protagonista come relatore.
Caro Claudio hai tutta la mia solidarietà.
Non sorprende la spregiudicata e arrogante esibizione del notorio “manipolo di eroi”, indigna di più l’acquiescenza di chi avrebbe dovuto intervenire. Mi chiedo se altrettanta tolleranza si sarebbe manifestata se al posto del tuo nome ci fosse stato quello del prefetto o del questore o di chissà chi altro.
Un abbraccio Rocco Cordì
Caro Claudio, noi del "Corriere" abbiamo lasciato al Comitato
di Redazione il compito di esprimerti la solidarietà
di via Solferino. In quanto tuo "capo", vorrei però far sapere
agli imbecilli che hanno esposto lo striscione allo stadio
(perché sempre a Varese, perché sempre dove si fa sport?)
che da queste parti le loro minacce non otterranno risultati.
E che il prossimo striscione rischiano di doverlo confezionare
con tutti i nomi degli oltre 300 giornalisti del Corriere.
A loro il compito di trovare, per ognuno di noi,
l’offesa che più li intriga. A noi la soddisfazione di sapere
che, così facendo, non vedranno neppure la partita.
Marco Dal Fior Caporedattore Lombardia Corriere della Sera
Cari amici,voglio esprimere la totale solidarietà ad un giornalista vigliaccamente attaccato dai soliti noti.
Purtroppo nessuno interviene mai in questi casi che meriterebbbero l’esecrazione di tutta la cittadinanza,sono solo dei miseri individui!
Con amicizia
Mario Castiglioni
“Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti ", diceva Martin Luther King. Tutta la Cgil provinciale è solidale con Claudio Del Frate , un giornalista che non accetta il silenzio imposto dalla violenza.
Ivana Brunato segretario provinciale della Cgil
Grazie Marco per essere da anni propositivo in questa città.
Anche con la scelta di avere un ottimo giornalista che firma sulla tua testata una rubrica chiara. Anche con la fiducia che gli conferisci e il sostegno che gli offri.
Esprimo ovviamente la solidarietà a Claudio Del Frate, così come a tutti i direttori di testata, i giornalisti ed i semplici redattori della nostra provincia, che hanno il coraggio di riprendere in mano quella che oggi è divenuta una semplice "professione": essere un giornalista è una responsabilità civile e il ruolo non deve essere svolto con superficialità e settorizzazione. Perché i cittadini devono sapere di cosa è oggetto attualmente quest’ultima provincia d’Italia. Claudio ce lo sta insegnando, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese… ed anni di "professione" così intensi e rigorosi non vengono intaccati dalle scritte di quattro teste riempite di slogan da chi vede la città come un territorio da controllare e non come il palcoscenico di una comunità troppo attiva. Grazie Claudio perché stai insegnando alla città qualcosa che si stava perdendo. Grazie a tutti i giornalisti che si stanno unendo per fare informazione.
Ombretta Diaferia
Egregio Direttore,
molti sono i temi e le opinioni che ci dividono, ma questa volta mi trovate concorde nel condannare senza appello gli autori di quello striscione, che nulla ha da spartire con una partita di calcio. Ancora una volta una minoranza balza agli onori della cronaca, gettando ombre su un’intera città ed insultando un giornalista con una violenza che non è propria dei varesini. Per questo mi unisco al coro di solidarietà per Claudio, convinto che non saranno certo questi episodi a spaventarlo!
Roberto Maroni
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Caro Claudio, immagino il tuo sorriso davanti a quello striscione. Pazienza: robe così capitano ai giornalisti veri, che scrivono il vero. E capitano anche spesso: come dicevano i nostri anziani, la mamma degli imbecilli è sempre incinta.
Con la stima di sempre,
Luigi Offeddu
Caro Direttore,
l’Arci Provinciale, a nome di tutti i suoi circoli e soci, vuole esprimere tutta la solidarietà a Claudio Del Frate per l’inqualificabile episodio di intimidazione di cui è stato oggetto da parte delle ben note frange neonaziste.
E’ triste considerare come chi dice cose conosciute a tutti debba essere fatto segno di avvertimenti mafiosi e minacce per il solo fatto di svolgere la sua attività di cronista.
Non sempre ci siamo trovati d’accordo con Claudio e con i suoi editoriali, ma sentiamo in questo momento il bisogno di unirci a quanti lo sostengono e lo invitano ad andare avanti senza timori.
Arci Comitato Provinciale
sono stato anch’io allo stadio domenica, ma essendo stato seduto dalla stessa parte dei B&H non ho visto lo striscione.
Una cosa invece l’ho notata: ad un certo punto mi e’ passato davanti uno di loro con una maglietta con simboli chiaramente nazisti (svastica & Co.) e mi
sono chiesto se in Italia non e’ reato sfoggiare certi simboli ? Ero fortemente tentato di andare da un carabiniere li’ presente per chiedergli questa cosa, ma
ho lasciato perdere per evitare sitauzioni poco gradevoli. Ed invece forse ho fatto male, perche’ se tutti faccessimo come ho fatto io, questi imbecilli andranno avanti cosi’ come stanno faccendo ora. Ad esempio: in caso fosse reato sfoggiare simboli nazisti, l’ottanta per cento di questa gentaglia sarebbe da multare o almeno da tenere fuori dallo stadio o un qualsiasi altro luogo pubblico. Poi in casa pr! opria ognuno e’ libero di fare quello che vuole. Capisco che in uno stadio grande come quello di Milano sia difficile identificare questi personaggi, ma a Varese tutti conoscono questi quettro disperati. Perche’ non interviene nessuno ? Anche a me piange il cuore ogni talvolta che amici e conoscenti mi guardano un po impietositi quando dico che abito a Varese. Questo accade, perche’ la gente collega non il Campo dei fiori, il Sacro Monte
la Valganna o altre bellezze uniche con Varese, ma gentaglia come quella dello stadio, la Lega ed i cartelli stradali scritti in dialetto.
Cordiali saluti.
Otmar
Una proposta concreta per manifestare la solidarietà: perchè non andare tutti allo stadio alla prossima partita casalinga del Varese ed esporre uno striscione di solidarietà con Claudio?
Federico Raos
testa e lì… non abbia trovato niente. E l’onore – come ha già scritto
qualcuno – è per quelli che manifestano solidarietà a Claudio, ai quali
mi associo.
Coop. Lo stesso cielo Onlus
sono certo che conoscendo il mio compito reale di "manovale dell’informazione" ben diverso e più pressante di quello formale di caporedattore, scuserai il ritardo con cui, passate e chiuse le "mie" pagine, vengo a esprimerti non una scontata solidarietà ma l’apprezzamento per il rischioso ruolo che ti sei assunto di sentinella della legalità e della civile convivenza in una città che tollera da troppo tempo le prepotenze di una masnada di squadristi. Non starò a ripetere le analisi del fenomeno già condotte nel libro-inchiesta curato da Michele Mancino e alla cui stesura ho avuto l’onore di partecipare. Agli sconfinamenti dei noti "campioni" della violenza politica e "sportiva" in altri territori del codice penale devono dare una risposta le forze dell’ordine e la magistratura. Noi giornalisti però possiamo e dobbiamo fare la nostra parte, per esempio dando corso all’iniziativa, proposta da Marco Giovannelli e accolta anche dal nostro giornale, di avviare un’azione corale di informazione che stimoli le "istituzioni" ad agire.
Fausto Bonoldi e i tuoi vecchi Tamagno Boys
Caro Claudio,
Grazie per quanto il vostro giornale sta facendo per darci quotidianamente un’informazione libera e senza paure di sorta.
Massimo Bernasconi
Caro Direttore,
esprimiamo con forza la nostra solidarietà a Claudio Del Frate, ma siamo stupiti di saperlo a Varese. Non era già stato mandato in Iraq da lungo tempo? Bentornato Claudio, allora, e insisti.
Angela e Andrea
Gent.mo Direttore, vorrei da semplice cittadino esprimere la mia solidarietà al giornalista Del Frate a seguito del triste, o forse solo infelice (nel caso il termine "infame" fosse stato utilizzato impropriamente), striscione apparso recentemente allo stadio.
Giova ricordare agli egregi tifosi del Varese Calcio (sponda Blood and Honour) che tale serata, che aveva lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai minori in situazione di disagio della provincia di Varese, è stata realizzata grazie alla disponibilità, naturalmente del tutto disinteressata, manifestata da Claudio che ha accettato il nostro invito come relatore del convegno. Rinnoviamo, quindi, a Claudio Del Frate la nostra solidarietà invitandolo a continuare a svolgere il proprio lavoro come ha fatto sino ad ora con imparzialità e competenza.
All’amico e giornalista Claudio Del Frate va tutta la solidarietà del club Kiwanis di Varese.
Kiwanis club di Varese, in persona del presidente, Luigi Gronchi, del Vice-Presidente, avv. Gianluca Franchi, e tutti i soci "Claudio non è solo, dietro di lui c’è il suo giornale, tutta la nostra redazione e siamo certi tutta la stampa e i cittadini democratici." (cfr editoriale di Marco Giovannelli) Ma questi non sono che ragazzotti stupidi, anche se pericolosi.
L’humus in cui nascono e crescono è quello di chi ha già augurato, con ben altri ruoli o responsabilità, a Del Frate un viaggio premio in Irak, con la speranza di non vederlo tornare. E’ inutile poi indegnarsi a posteriori!
Non occorre sottolineare chi è Del Frate. Anni di serio e valido lavoro di persona intellettualmente onesta testimoniano da tempo. L’unica limitazione che la legge e le forze dell’ordine dovrebbero imporre per l’ingresso negli stadi è un test sul quoziente di intelligenza, poi uno di cultura generale. Ma forse si teme così un crollo di presenze alle partite del football. Un bell’esame con le tabelline….. Se la situazione non fosse tragica sarebbe ridicola. L’ignoranza crea intolleranza.
Roberto Gervasini
Caro Direttore,
c’è un modo solo, a mio avviso, per esprimere concretamente la solidarietà a Claudio Del Frate: la città deve scendere in piazza e dimostrare nei fatti da che parte sta. I partiti, le associazioni, i colleghi, i cittadini, tutti quelli che vogliono reagire devono avere il coraggio di farlo alla luce del sole. Dimostriamo a tutti che Varese non è ostaggio di una banda di teppisti! La schiena diritta dobbiamo averla tutti, non solo i giornalisti. Cordialmente
Natalino Bianchi
Vorrei esprimiere la mia solidarieta´a Del Frate. Episodi del genere non sono degni di un paese civile e democratico.
Robert Gori
Caro Claudio
Solidarietà, certo, ma soprattutto congratulazioni per il prestigioso premio
giornalistico che, senza accorgersi, ti hanno attribuito. Infamiamoci tutti.
Tomas Miglierina
Giornalista
Bruxelles
Caro Claudio abbiamo letto solo poc’anzi l’articolo di Varesenews che ti riguarda. Vogliamo esprimerti tutta la nostra solidarietà prima che politica umana e civile. A nessuno deve essere impedito di esprimere opinioni. Nessuno deve essere intimidito. Vai avanti. Con stima
Paolo Rossi – Coordiantore P.le Margherita di Varese
Roberto Molinari – Presidente Convenzione Margherita città di Varese
All’amico e giornalista Del Frate va tutta la solidarietà personale, civile e politica.
Claudio ha avuto il torto di dire apertamente quello che a Varese si tace per stare dalla parte della ragione: la ragione del più forte, la ragione del quieto vivere.
Ogni volta che in questa nostra città accadono episodi come quelli di cui Claudio ha scritto liberamente la prima reazione é sempre stata quella di sminuire, l’invito é sempre stato quello a non confondere, l’atteggiamento é stato fra il paternalistico ed il connivente, per non dire complice: certi soggetti, certi gruppi possono sempre fare comodo, anche politicamente, specie quando i confini fra aree politiche ed interessi sono molto labili.
Grave sarebbe apprendere che la duttilità, sinora espressa da parte delle forze dell’ordine, da capacità di gestione rischi di scivolare nell’indifferenza: non si può tacere sul fatto che quando l’indifferenza é del cittadino si é ancora nel campo della mancanza di senso civico, mentre quando l’indifferenza é delle istituzioni allora si apre la strada ad una compromissione del vivere civile e del senso di legalità.
In una città dove si è fatto un gran parlare di sicurezza e molto si é speso per venderne l’immagine, ancora una volta si rischia di arrendersi di fronte al muro dell’omertà.
Molti sono gli attestati di stima che giungono a Claudio, che se li merita, vedremo quanto ne resterà come impegno: delle istituzioni, del sistema dell’informazione locale, del mondo politico e culturale. Ma se già ora la notizia non ha più la prima pagina, il timore che Claudio resti solo, come altri prima di lui, é fondato.
Un abbraccio da chi é stato spesso dalla parte del torto.
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