I prodotti tessili varesini sbarcano in Germania

I vertici della Camera di Commercio hanno incontrato il console tedesco alle Ville Ponti

Continua il percorso di internazionalizzazione tracciato dalla Camera di Commercio di Varese per le imprese della nostra provincia. Dopo l’incontro, di fine ottobre, tra alcuni buyer  tedeschi e le aziende del tessile varesino, l’ente camerale ha organizzato un nuovo appuntamento con la Germania. Questo pomeriggio, al Centro congressi delle Ville Ponti di Varese, alcuni rappresentanti della Camera di Commercio e dell’Osservatorio provinciale sull’internazionalizzazione – un organismo composto da Univa, Associazione artigiani, Cna, Api, Acai, Cdo Altomilanese, dal Centro estero delle camere di commercio lombarde, Centrocot e dai consorzi Ceam, Cotonemoda, Promoscambi e Provex – hanno incontrato Folkmar Stoeker, il console generale della Repubblica Federale Tedesca a Milano. «Nel 2004 – ha commentato Angelo Belloli, presidente dell’ente camerale varesino – le esportazioni del sistema Varese dirette in Germania hanno superato i 975 milioni di euro contro un import di 924 milioni di euro. Un saldo attivo della bilancia commerciale cui hanno contribuito in particolare i prodotti dell’industria delle macchine e degli apparecchi meccanici (quasi 346 milioni di euro), del tessile e abbigliamento (118 milioni) e dei prodotti in metallo (una cifra superiore ai 116 milioni)».

Il cuore della collaborazione tra le aziende della provincia e quelle tedesche, organizzata dalla Camera di Commercio, rimane comunque il settore tessile: «Vorrei ricordare – ha aggiunto Belloli – l’esito positivo del meeting tra i buyer tedeschi e le aziende del settore tessile. Durante i venticinque incontri svolti si sono potuti avviare trattative commerciali, in particolare con due agenzie di distribuzione che operano in Germania. Un passo significativo cui si aggiungerà la presenza delle aziende varesine all’edizione invernale del “Made in Italy at CPD” (Collection Premiere Düsseldorf)».

«I rapporti economici tra Varese e la Germania sono molto importanti e nell’era della globalizzazione è giusto uno scambio di esperienze internazionali – ha osservato Stoecker – la situazione economica è difficile e, in particolare per il settore del tessile, esistono molte preoccupazioni sul futuro dell’industria compromessa dalla forte concorrenza dei paesi in via di sviluppo».

Il discorso sul tessile si è rivelato un interessante stimolo di dibattito grazie anche all’intervento provocatorio di un giornalista tedesco presente all’incontro. Quest’ultimo, in replica alle sollecitazioni di Belloli e di Grazia Cerini, direttore del Centrocot, in merito all’indicazione dell’origine dei prodotti ha commentato: «In Europa la vostra battaglia per ottenere l’etichettatura più dettagliata difficilmente troverà dei consensi. In Germania, ad esempio, le imprese del tessile hanno delocalizzato quasi tutto e l’etichettatura andrebbe solo contro il loro interesse».
Pronta la replica di Belloli: «Recenti analisi  hanno dimostrato che il 70 per cento dei capi prelevati a campione tra quelli in vendita è falso e il quattro per cento è dannoso per la salute umana. Le camere di commercio si devono impegnare a difendere la trasparenza del mercato e far sì che i consumatori siano tutelati dai rischi in cui potrebbero incorrere acquistando prodotti fabbricati in paesi che non rispettano le regole del mercato».

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Pubblicato il 10 Novembre 2005
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