Un abito cucito addosso? Bastano un computer e uno scanner

E' la versione ipertecnologica del vestito su misura, e cambierà costi e tempi di quello che fino ad ora era un servizio d'elite. Un convegno a MalpensaFiere per spiegare come

Che un convegno s’intitoli "Sartoria con servizio web" non può che destare curiosità: un mestiere come quello del sarto stride decisamente, almeno nell’immaginario delle persone, con l’alta tecnologia e la rete: troppo spesso si parla di quanto sia difficile vendere capi d’abbigliamento on line, figurarsi realizzarli.
E invece sembra che arrivi proprio dal web la riscossa di questo particolare settore del tessile per cui l’Italia è famosa nel mondo.
«Quello del "su misura" è un settore del tessile tradizionalmente di élite, basato su un servizio che deve seguire una logica produttiva particolare, senza economie di scala – spiega infatti Paolo Dignola, Responsabile area internazionale del Centro Tessile Cotoniero, che ha organizzato l’incontro – Per avere un capo su misura di solito si va o in sartoria o nei negozi specializzati dove si decide quale capo si vuole fare realizzare e dove poi si prendono le misure che servono per realizzare materialmente il capo. Fino ad oggi questo lavoro prevede uomini esperti nelle misurazioni, documenti cartacei, telefonate, fax: metodi classici che allungano i tempi e aggravano i costi, che sono ovviamente molto diversi dalla produzione standard, "a taglia"».

Una procedura che rende spesso molto rari e costosi i capi realizzati in questo modo: abiti eccezionali, per pochi. Grazie a Internet e agli applicativi che funzionano via web sembra sia ora invece possibile scegliere i prodotti e personalizzarli secondo il proprio gusto e con le proprie misure, con costi minori e tempi inferiori. Come il convegno si preoccuperà di spiegare, per farlo ci sono due modalità: quella dei negozi "virtuali" e quella dei negozi "veri", ma con funzionalità internet molto avanzate.
Nel primo caso la "sartoria" è un sito dove è possibile ordinare il capo con una procedura totalmente via internet: un sistema un po’ più standardizzato – parte infatti da taglie standard, e sta al cliente segnalare le variazioni nelle dimensioni o nella forma – ma che permette già di personalizzare fortemente il prodotto.
Il secondo caso prevede invece l’esistenza di negozi apparentemente tradizionali ma dotati di supporti informatici in grado di semplificare molte delle operazioni del sarto, come prendere le misure del corpo o contattare i fornitori.

Le misure del cliente vengono prese per esempio con uno scanner 3D: praticamente si entra in una cabina "informatica" dove il cliente che entra verrà "scannerizzato" e misurato, trasformando i dati ricevuti nella versione virtuale del manichino personale, ben noto nelle grandi sartorie degli anni ’60.
Un software collegato in rete permette invece di scoprire se il tessuto scelto per l’abito è già nel magazzino del produttore, premettendo di pianificare fin da subito i tempi di realizzazione.

Molte delle attrezzature che servono per questa sartoria ipertecnologica esistono solo in forma prototipale, oppure all’interno di grandi case di tessuti: queste tecnologie saranno però presto disponibili anche in un sistema aperto e potranno coinvolgere una fascia di mercato più bassa, ma anche molto più ampia. La previsione proviene da uno studio di CentroCot sulle modalità di passaggio da una produzione tessile di massa alla produzione su misura realizzato per Euratex, organismo UE che ha il compito di identificare le linee guida per settore tessile abbigliamento del futuro, che proprio con questo convegno – organizzato nell’ambito del progetto Network, finanziato dalla Camera di Commercio di Varese – aspetta i suggerimenti, prima della realizzazione finale e della presentazione del documento in sede europea.

"Sartoria con servizio Web"

Giovedì 10 novembre 2005
ore 17.00
Sala Ferrario
Malpensa Fiere
Via XI Settembre 16
Busto Arsizio (VA)

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di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Novembre 2005
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