Aperto il confronto sul regolamento, ma la strada è lunga

Consiglio comunale sereno, con toni pacati ed un confronto serio e rigoroso, ma corretto

Nuova seduta per il consiglio comunale di Samarate. L’assise si è aperta con la discussione sulla rimodulazione dei prestiti concessi alla cassa depositi e prestiti, con la relazione dell’assessore al Bilancio Rino Rigato che ha presentato il nuovo piano per i prossimi 20 anni, che comporterà un risparmio sugli interessi per il Comune di circa 41 mila euro ed un risultato globale positivo di circa 72 mila euro. La proposta di delibera è passata all’unanimità, con commenti positivi anche da parte di Stefano Cecchin di Forza Italia e Leonardo Tarantino della Lega Nord.

Clima più acceso, ma sostanziale serenità nei commenti delle due parti per quanto riguarda l’analisi della proposta deliberativa firmata da tutte le forze di minoranza sulla modifica del Piano di diritto allo studio, votato in consiglio a luglio, modificato a fine ottobre e fortemente contestato soprattutto da Tarantino e Aspesi della Lista Civica per Samarate. Oggetto del contendere la mancanza di fondi che il consigliere leghista e tutta la minoranza avevano individuato nell’atto deliberato dalla giunta, integrato poi con 16 mila euro destinati alla programmazione. L’assessore alla Pubblica istruzione Bruno Torricelli ha invece difeso il Piano da lui elaborato «sulla falsa riga di quelli precedenti votati dall’ex maggioranza, con modifiche e integrazioni per renderlo fruibile e migliorato. I fondi da noi destinati – ha spiegato Torricelli – sono superiori a quelli che erano stanziati in precedenza, abbiamo accolto le richieste delle minoranze integrando ulteriormente le dotazioni del Piano, questa nuova modifica mi pare inutile». Ovviamente su altre posizioni Tarantino, che ha accusato la maggioranza di «mancanza di metodo, superficialità e lentezza, che ci hanno portato nei mesi scorsi a chiedere le dimissioni di Torricelli. Senza l’inserimento dei 16 mila euro nel pino, lo stesso non può funzionare: l’anno scolastico è cominciato da mesi, siete in ritardo, la programmazione è già ampiamente stata fatta. In più andate a finanziare progetti con fondi superori a quanto richiesto dagli stessi insegnanti, come quello sull’ambiente della scuola di Samarate, prima non finanziato per carenza di fondi, poi finanziato per 5 mila euro quando la richiesta era di 3200: è il segno di poca attenzione e superficialità». La proposta di delibera è stata bocciata dalla maggioranza compatta.

Altro tema scottante era quello che riguardava la concessione delle licenze a bar e ristoranti, adeguando la legge comunale a quella regionale. La discussione, probabilmente più da trattare in una commissione che in consiglio comunale, è filata via liscia, senza gli screzi che nelle scorse sedute avevano visto protagonisti l’assessore Paccioretti e parte della minoranza, Aspesi in primis. L’assemblea ha deciso, dopo il voto favorevole di tre emendamenti proposti dalle minoranze, di calcolare il numero dei bar e dei ristornati in base al criterio numerico di “uno ogni 380 persone”, con le eccezioni di Verghera e Cascina Costa. In pratica si potranno aprire un nuovo esercizio a Samarate e uno a San Macario, con l’aggiunta di una quota destinata a criteri qualitativi che saranno valutati di volta in volta. Soprattutto Macchi di Forza Italia e Tarantino della Lega Nord hanno accusato la maggioranza di superficialità, sottolineando come «con una commissione ad hoc il discorso si sarebbe potuto risolvere senza bloccare i lavori del consiglio per tre sedute». Importante sottolineare l’apertura al dialogo tra maggioranza ed opposizione, segno che quando si dà spazio al confronto politico e democratico, le proposte si possono analizzare senza pregiudizi e preconcetti di sorta.  

Infine, a tempo quasi scaduto, passata la mezzanotte, le due parti hanno cominciato il confronto sulla modifica del regolamento comunale. Il presidente del consiglio, Gianluca Resmini, ha chiesto che le minoranze presentino un loro piano per la modifica del regolamento, da consegnare entro sabato 10 dicembre. La giunta ha proposto la modifica di 7 punti del testo, le minoranze vorrebbero una modifica più ampia e hanno in cantiere circa 140 emendamenti da proporre, con un testo finale che riprende i dettami del testo adottato dal consiglio comunale di Milano. La strada è lunga, l’argomento sentito da tutto il consiglio.

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Pubblicato il 10 Dicembre 2005
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