Chi difende il verde a Gallarate?

Lettera del presidente della sezione gallaratese di Legambiente Emilio Magni

Riceviamo e pubblichiamo

 

Dopo la “denuncia” del Dott. Pasi, consulente agronomo del comune di Gallarate che ha accusato Legambiente di aver violato la legge in occasione della festa dell’Albero del 21 novembre 2005 (allorché sono stati messi a dimora, tra gli altri, alcuni carpini), ci siamo doverosamente informati e documentati nel merito, anche perchè la violazione delle norme regionali potrebbe comportare la denuncia all’autorità giudizaria ed una sanzione amministrativa (da 500 euro a 3.000 euro)

Va detto che in questo rischio potrebbero incorrere altri cittadini gallaratesi che, al pari di noi ignari del divieto, avessero la malaugurata idea di piantare i seguenti alberi: Acero, Platano, Betulla, Carpino, Faggio, Nocciolo, Lagestroemia.

Per la verità la normativa non è propriamente di facile interpretazione, in presenza di decreti emanati (n° 731 del 26.01.2004), revocati(n° 1898 del 11.02.2005),circolari esplicative (zone di quarantena, ecc.). Se non andiamo errati, forse non siamo colpevoli del “reato” di cui il dott. Pasi ci ha accusato: infatti  dovremmo essere al margine della zona gallaratese di quarantena…(Chi è interessato può consultare il sito www.agricoltura.regione.lombardia.it, )

Certo è che da un comune che dispone di un consulente ci saremmo aspettati più informazione e meno repressione: (ma al dott. Pasi, si sa, piace di più tagliare gli alberi piuttosto che piantarli). Va precisato che  il problema è noto dal gennaio 2004 e che  la circolare regionale  del febbraio 2005 prevede la “promozione di iniziative di informazione, divulgazione da attuare nelle zone ove risulta la presenza di Anoplophora Chinensis” (nome comune Cerambice dalle lunghe antenne).

Già perchè il problema è causato da questo “insetto, xilofago e polifago, che si nutre di numerose latifoglie arboree ed arbustive”.Originario dell’Asia, presente in Cina, Corea, Giappone e Taiwan, è arrivato da poco in Italia, catturato per la prima volta nel 1997 in provincia di Milano.Si è ormai diffuso in 14 comuni dell’alto milanese, legnanese ed in cinque del varesotto (Saronno, Uboldo, Origgio, Gallarate e Cardano al Campo).  Probabilmente è un altro “regalo” dell’aeroporto di Malpensa.La lotta è drastica: abbattimento degli alberi malati oppure applicazione di una rete metallica a maglia fine attorno al fusto e sul terreno circostante sino a coprire tutte le radici affioranti …..

Ma non vogliamo, né possiamo certo con questa lettera, sostituirci al compito di chi dovrebbe per l’appunto svolgere azioni divulgative. Ciò che invece ci preme evidenziare è il giudizio fortemente negativo nei confronti del consulente agronomo del comune di Gallarate (del resto già candidato nel 2003al “premio Attila”).

Al dott. Pasi rimproveriamo oltre, come dire, ad un certo “distacco professionale” rispetto alle esigenze della città e dei cittadini: la mancanza di  indipendenza di giudizio (dove sono i 300.00 mq. di verde urbano?); l’assenza di progetti di potenziamento sistematico del verde cittadino (cui corrispondono viceversa molte proposte di taglio di essenze arboree anche di prestigio e di notevole età); il costante impoverimento dello stato del verde (anche se non poteva essere facile  rimpiazzare il suo predecessore:il compianto e rimpianto sig. Morosi,); l’ omissione di controllo del rispetto del regolamento del verde cittadino, peraltro da lui redatto (in propositoinvitiamo i cittadini gallaratesi a segnalarne i casi di “malacoltura” di cui vengono a conoscenza al nostro indirizzo di posta elettronica – legambientegallarate@portalis.it-)

Se la situazione è questa, è troppo chiedere che l’Acomunale, visto che di validi  professionisti non c’è penuria, faccia cadere, una tantum, la scelta su un consulente meno sbadato?

Gallarate, 28 dicembre 2005

Legambiente Circolo di Gallarate

Il Presidente(Emilio Magni)

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Pubblicato il 28 Dicembre 2005
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