Credito al consumo: risorsa o rischio?

A chiederselo Adiconsum Varese. Una riflessione del segretario Marisa Mentasti

Riceviamo e pubblichiamo

Il ricorso al credito al consumo sta aumentando in modo considerevole anche in provincia di Varese: gli ultimi dati parlano di un + 15% medio annuo!

A fronte di questo aumento dobbiamo chiederci se esso rappresenti una risorsa o non sia invece anche un rischio per molte famiglie nella nostra realtà. È evidente che la perdita del potere d’acquisto di questi anni sta spingendo molte famiglie varesine a contrarre debiti per mantenere inalterato il proprio livello di vita e non è casuale che i tassi più rilevanti di crescita del credito al consumo si registrino anche nella nostra provincia tra le famiglie a medio reddito.

Ciò che preoccupa è la pubblicità martellante che indica nel debito o ancor peggio nello slogan “Acquista oggi e paghi fra un anno” la soluzione ai propri problemi e la facilità con cui è concesso il credito al consumo. Se fossimo in un periodo di crescita economica, di espansione del reddito e

dell’occupazione, questa considerazione sarebbe una preoccupazione superflua, ma purtroppo viviamo in una fase di crisi non solo locale con una prospettiva di ripresa ancora lontana. Non solo, ogni giorno leggiamo di aziende varesine che tagliano sull’occupazione; ai giovani vengono offerti contratti precari con nessuna certezza di rinnovo.

Tutto questo ci induce ad invitare i consumatori a scelte oculate prima di realizzare debiti che poi devono essere onorati. Il consumatore deve sapere che l’acquisto-debito significa una maggior spesa del 10-20% e deve quindi ben calcolare se questo aggravio di spesa sia compatibile con

il proprio bilancio familiare. Sempre più famiglie varesine che non sono in grado di far fronte a debiti così contratti si rivolgono alla nostra associazione: questo dato è un indice che deve allarmare non solo le associazioni consumatori, ma le stesse finanziarie che concedono il credito.

Il Ministero delle attività produttive, sollecitato anche dalle associazioni consumatori nazionali, ha realizzato un “Fondo di garanzia per il credito al consumo” per le famiglie meno abbienti, cioè con un reddito ISEE di 15.000 euro annui. Tale Fondo garantisce il 50% del finanziamento per un importo massimo di garanzia di 3000 euro a nucleo familiare con un rimborso che può oscillare da 1 a 4 anni.

Non è stata invece ancora recepita dal legislatore l’ istanza posta da Adiconsum Nazionale di una normativa in grado di gestire i casi di sovra indebitamento delle famiglie, che preveda precise responsabilità anche nei confronti di chi concede il prestito, qualora non abbia ben verificato la capacità di reddito per la restituzione. In altre parole nel credito al consumo occorre più responsabilità sia da parte di chi chiede il credito, ma anche da parte della società finanziaria che lo concede.

Infine una piccola istruzione per l’uso: valutare sempre la convenienza di richiedere un credito in banca o in posta (evitando, quindi, di ricorrere agli intermediari): una volta ottenutolo infatti, questo permette di acquistare in contante il bene di consumo, beneficiando di sconti che non vengono concessi se si acquista a rate. Spesso i mancati sconti dell’acquisto a rate non sono altro che gli interessi veri che vanno a compensare i c.d. “finanziamenti a interessi zero”!

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Pubblicato il 29 Dicembre 2005
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