Indice della ricchezza: Roma sale, Varese scende

Rapporto di Unioncamere sulla ricchezza in Italia: Milano in testa, la capitale in crescita, mentre è in discesa la nostra provincia

Roma in salita e Varese in discesa nella classifica presentata da Unioncamere e dall’Istituto Tagliacarne sul valore aggiunto pro capite.

La florida Milano è in testa alla graduatoria delle città più ricche d’Italia. Il capoluogo lombardo vince un’altra volta la medaglia d’oro con oltre 30.600 euro di valore aggiunto per abitante nel 2004. Buoni risultati anche per Roma che negli ultimi nove anni ha fatto ben quattordici passi avanti. La capitale si trova oggi al settimo posto con più di 26.300 euro, in netta controtendenza rispetto al resto del Meridione.

Varese si classifica invece al 35° posto, perdendo cinque posizioni dal 1995. Seppure in una discreta posizione con quasi 22.800 euro, la nostra provincia si colloca al di sotto della media del valore aggiunto per abitante nelle province del nord.

Altri dati? Il record della crescita tra il 1995 e il 2004 spetta ad Alessandria ed Imperia che sono salite di venticinque posizioni. Al secondo e terzo posto del podio si trovano invece Bolzano e Bologna. Negativi invece i risultati di Crotone, che con meno di 12.300 euro costituisce il fanalino di coda della classifica.

L’indagine rivela inoltre l’enorme divario tra Nord e Sud: mentre per il nono anno consecutivo Milano staziona sul gradino più alto del podio, il Mezzogiorno registra dati totalmente differenti tanto che le ultime dieci posizioni sono tutte occupate da province meridionali.

«L’Italia – ha affermato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli – resta un paese in cui la ricchezza dei territori viaggia su binari ancora troppo lontani tra loro e in cui il Mezzogiorno rimane un’emergenza economica e sociale. Ma il dato principale di quest’anno è che l’Italia di distretti perde posizioni lasciando intravedere una nuova geografia dello sviluppo. In questa fase della congiuntura in cui si aprono possibilità significative per ritornare a crescere, è importante creare le condizioni perché le imprese, soprattutto di medie e piccole dimensioni e più innovative, possano consolidare la propria presenza sui mercati internazionali».

La forte differenza tra Nord e Sud si sta però riducendo: il rapporto tra il valore pro-capite di Milano e quello di Crotone è passato dai 3,20 punti percentuali nel ’95 ai 2,49 nel 2004.

Altro dato importante è quello della forte variabilità nella zona alta nella classifica: ad esempio si passa dagli oltre 30.600 euro a Milano a meno di 25.000 euro a Bergamo. 

Per ulteriori informazioni:www.unioncamere.it

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Pubblicato il 19 Dicembre 2005
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