“L’educazione ambientale deve cominciare dai più giovani”
Legambiente conferma i suoi impegni con la Provincia ed il CREA di Varese: oltre 3000 alunni coinvolti nei programmi di educazione ambientale

Il nuovo Piano provinciale dei rifiuti ha portato non solo polemiche e penosi bracci di ferro, ma anche un’iniziativa lodevole come i programmi di educazione ambientale, che la Provincia di Varese ed il Crea (centro regionale educazione ambientale) attuano in collaborazione con Legambiente. Se ne è parlato in mattinata presso la sede bustocca di Legambiente in via Cardinal Simone con Stefano Marcora (foto), che insieme a Sergio Luoni è coordinatore dei progetti di educazione ambientale.
"In luglio Legambiente ha ha firmato una convenzione triennale con la provincia di Varese per tenere lezioni su argomenti quali il ciclo dei rifiuti, il riuso e la riduzione a monte dei rifiuti; in settembre, poi, abbiamo ottenuto l’appalto annuale per i programmi tecnici del Crea, gestito dal Comune di Varese". Così, otto docenti stanno insegnando educazione ambientale nelle scuole di tutta la provincia sotto l’egida del Cigno Verde, simbolo che dal 1980 contraddistingue Legambiente. "Alla convenzione con la provincia hanno aderito 50 scuole, per un totale di un’ottantina di classi" spiega Marcora, ex presidente del circolo bustocco di Legambiente; "ai programmi del Crea hanno aderito invece 47 scuole. In totale parliamo di qualcosa come 3000 bambini e ragazzi coinvolti nei programmi". I cicli di lezioni sono da 240 ore complessive per quanto concerne la Provincia e da 220 ore per quelli del Crea, e includono in entrambi i casi 40 ore di visite guidate ad impianti di riciclaggio dei rifiuti (compostaggi di verde, aziende che riciclano vetro e plastica e simili). "In più con la provincia si è realizzato un Cd didattico da lasciare alle scuole" aggiunge Marcora. Tutti questi programmi rientrano nello sforzo compiuto da Villa Recalcati per accompagnare la redazione del Piano provinciale rifiuti con iniziative a verio livello atte a presentare il Piano stesso alla cittadinanza.
"La risposta delle scuole è ottima" commenta Marcora con la stampa, "va detto che per noi lavorare con i più giovani è fondamentale, possiamo non solo stimolare in loro l’amore per la natura ed il rispetto dell’abiente in cui vivono, ma fare in modo che siano essi stessi ad educare i genitori a comportamenti più conseguenti dal punto di vista della sostenibilità. Si tratta a volte anche di piccoli accorgimenti, come per esempio usare per la spesa le borse di iuta anzichè quelle di plastica usa e getta". Al centro della visione di Legambiente, e centrale anche nel Piano provinciale rifiuti, è la riduzione a monte della produzione di rifiuti, obiettivo non facile da raggiungere e che richiede un cambamento di prospettiva ed una collaborazione seria tra istituzioni ed aziende: "Si potrebbe ad esempio favorire l’impiego di contenitori e imballaggi riutilizzabili per vari tipi di merci, come viene già fatto in varie realtà". Ma questa è una strada lunga e difficile, e l’effettiva riduzione a monte dei rifiuti proditti dai varesini sarà il vero banco di prova del Piano rifiuti: solo la sua piena riuscita potrà allontanare da questo importante provvedimento l’ombra delle polemiche e delle accuse di business piovute dalla sinistra.
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