Libri e dischi sotto l’albero dei bustocchi

Buzzi e Boragno spiegano gusti e tendenze dei bustocchi in fatto di musica e letture sotto Natale: in linea con quelle generali, ma con qualche sorpresa

Anche quest’anno fra i regali apparsi sotto l’albero di Natale dei bustocchi libri e dischi hanno avuto una parte tutt’altro che indifferente. Si tratta di regali sempre graditi, che oltretutto spesso si fanno "a colpo sicuro" ad amici e parenti di cui si conoscono gusti e interessi: un dono non impegnativo in termini di danaro, ma destinato a durare nel tempo e ad essere apprezzato. Lo confermano i dati, ancora sommari, riferiti dalla principale rivendita di dischi (Buzzi) e dalla maggiore libreria (Boragno) della città.

"Le vendite natalizie hanno una caratteristica: sono trainate per l’80% da raccolte di autori e concerti dal vivo, perchè così decidono le case discografiche. E qui ci sarebbe tanto da dire…" spiega Pierpaolo Buzzi. Se le caratteristiche del prodotto sotto Natale cambiano, così fa, in parte, anche la clientela, normalmente formata in prevalenza di giovani e adolescenti. "Chiaramente sotto Natale si vedono più persone di varie età in cerca del regalo giusto per figli, mogli, mariti": e qui chi conosce la musica che è nelle corde del destinatario del regalo ha una freccia non da poco al suo arco.
Fra i generi musicali, sotto le feste regna sovrano il pop, la musica "media" per eccellenza, che non scontenta nessuno. "La nostra hit parade di dicembre vede in testa Robbie Williams, Eros Ramazzotti e Vasco Rossi" snocciola sicuro Buzzi: e fin qui, nulla di soprendente, trattandosi di artisti molto amati dal grande pubblico. "Le sorprese, quelli che hanno venduto molto più di quanto aspettavamo, sono stati Laura Pausini e , udite udite, Renato Zero". Segno che molti bustocchi, dietro al celodurismo padano di facciata, sono tanto "sorcini" (qui il sito dei fan dell’artista) quanto i romani? "Quanto alle raccolte, primeggiano il meglio di Baglioni e De André". E se per il popolare cantautore romano si tratta di una conferma quasi scontata, per il compianto Faber, poeta straordinario in italiano e genovese e amico degli emarginati e dei vinti, è il trionfo postumo e la definitiva consacrazione tra i grandi classici. Quanto infine alla quantità dei dischi venduti, essa risulta identica quella del 2004, a conferma di un mercato stabile.

Passando al settore libri, subito una sorpresa: manca il bestseller. Se l’anno scorso "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown aveva sbancato il botteghino, quest’anno, conferma Francesca Boragno (foto), gli acquisti si sono orientati in molto molto meno decifrabile. "Meglio, così si acquistano tipi di libri diversi e si stimola alla lettura". Una lettura certo più consapevole di quella del bestseller "che tutti devono assolutamente avere" e che poi, per gusto o per snobismo, a molti non piace, ma intanto tutti hanno comprato… "Questo Natale abbiamo venduto molti libri illustrati e soprattutto molti a carattere locale, dedicati alle tradizioni, all’arte e alla storia bustese" conferma Boragno. Si tratta di testi di un certo pregio anche formale, che oltretutto spesso hanno un costo modesto per incoraggiare gli acquisti: e i bustocchi mostrano di apprezzare, oltre che di amare una città troppo spesso vilipesa dai residenti e sfottuta dai fuasté. "Ma abbiamo notato anche una certa tendenza al calo delle vendite di romanzi a favore dei saggi: la storia va molto forte, ma anche il saggio scientifico esce bene dai dati delle vendite". Bestseller addio, dunque? Ai lettori l’ardua risposta.

 

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Pubblicato il 27 Dicembre 2005
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