Televisione svizzera “bacchettata” dal garante su Outox
L'efficacia della bevanda, che avrebbe la virtù di coadiuvare nello smaltimento dell'alcool, era stata messa in dubbio in un servizio giornalistico di Rtsi; ora l'ombudsman dà ragione all'azienda
Attenzione a come si parla dei prodotti commerciali in televisione: giornalista avvisato, mezzo salvato.
L’ombudsman (garante) per la RTSI, avvocato Mauro Von
Siebenthal, a seguito di un reclamo inoltrato dai distributori di
Outox, la bibita nota alle cronache come “la bevanda salvapatente”
per il suo potere di accelerare lo smaltimento dell’alcool da parte
del fegato, dopo aver esaminato il materiale riguardante il servizio
de “Il Quotidiano” del 27 settembre 2005, nel quale si usava una terminologia tale da mettere in dubbio ed a svalutare
l’efficacia della bibita in questione, si è pronunciato a
favore di Outox. Il garante ha ritenuto fondato il reclamo ed ha accertato che il
servizio oggetto della contestazione ha violato ben tre articoli dei
Principi di Programma, il codice che regola la diffusione dei
programmi e dei servizi giornalistici della RadioTelevisione Svizzera
di lingua Italiana.
Nelle conclusioni l’avvocato Von Siebenthal
sottolinea che nel servizio “è mancato il
contraddittorio, tanto più che la giornalista ha sollevato
dubbi sull’efficacia del prodotto stesso. Questo ruolo competeva ad
un esperto, e le affermazioni dell’esperto andavano preventivamente
sottoposte al distributore della bevanda che avrebbe dovuto poter
replicare. In questo senso, il servizio non è stato rispettoso
degli art. 5, 9 e 11 dei Principi di programma ed il reclamo è
quindi fondato”. Durante il servizio si era parlato di clienti "alticci e gabbati", asserendo che si era "nel campo delle illusioni" circa l’efficacia reale della bevanda nell’aiutare a smaltire l’alcool: e ciò basandosi su un’assenza di dati scientifici a favore di Outox, non su una ricerca scientifica che ne smentisse l’efficacia. A detta dell’azienda, invece, una ricerca dell’Università di Innsbruck dimostrerebbe l’effettiva riduzione dei tassi di alcolemia dopo l’assunzione della bevanda, a differenza di quanto accaduto somministrando un placebo apparentemente identico ad Outox.
"Ci
teniamo a rendere noto che non abbiamo richiesto alcun risarcimento
danni (che purtroppo per l’immagine di Outox sono stati ingenti) in
quanto abbiamo pensato che a pagare sarebbero stati i contribuenti,
cosa che non ci è sembrata corretta. Ci limiteremo a chiedere
alla TSI un servizio che esponga i reali effetti di Outox, non
influenzandoli nella realizzazione del servizio, ma questa volta
vigilando affinché non ci siano volute omissioni od
ingiustificate affermazioni di condanna": così scrive l’azienda a commento della vicenda. "Per
fugare potenziali ulteriori dubbi sull’efficacia di Outox, ci
rendiamo disponibili ai media cantonali per eventuali test,
realizzabili nelle rispettive redazioni, a condizione che siano
presenti almeno un poliziotto con l’etilometro di servizio ed un
medico, possibilmente gastroenterologo".
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