“Una cittadella dell’industria a Sacconago”

La zona industriale tra progetti di sviluppo, scalo intermodale e deroghe alle scadenze per venure incontro alle difficoltà delle imprese

A latere dell’assegnazione di circa 40.000 metri quadri nella zona industriale di Sacconago, il sindaco Luigi Rosa interviene per puntualizzare alcuni aspetti.Il bando per le
aziende artigiane è stato predisposto in collaborazione con le
associazioni di categoria. Ritengo questo un segnale di fiducia
importante in un periodo difficile come l’attuale, così come
ritengo un chiaro segno della vivacità imprenditoriale del
territorio il fatto che le aziende siano così varie.” Rosa
ricorda anche l’importante contributo dato daii rappresentanti degli
artigiani in occasione degli Stati Generali della Città di
Busto Arsizio dello scorso marzo.

L’amministrazione ha in programma ulteriori interventi che renderanno la zona industriale sempre più
simile ad una “cittadella dell’industria”, come l’ha definita
Rosa. Da ricordare il progetto di realizzazione di un nuovo
incubatore di imprese
che andrà ad affiancare quello che
già è attivo al PSTL, per favorire la nascita di nuove
aziende ad alto contenuto tecnologico, la progettazione del centro
servizi
per gli addetti della zona (entrambi i progetti fanno
parte del PISL, il primo ha già ottenuto delle premialità
dalla Regione). Quest’ultimo intervento sarà realizzato
nella fascia verde in cui sta sorgendo la
pista di atletica.

Sono infine in corso incontri con FNM per la
realizzazione dello scalo ferroviario merci presso la zona
industriale, che si configurerà come un terminale
intermodale
complementare rispetto a quelli già esistenti
sul territorio (vedi Malpensa-Hupac). Per quanto riguarda il rione di
Sacconago, si segnala che sono in corso inoltre i lavori di
realizzazione del nuovo oratorio e della casa-famiglia per
disabili adulti
in via Piombina: si tratta di ulteriori tasselli
per la valorizzazione di tutta la zona. 

Dato il
perdurare della crisi economica, di recente la Giunta ha approvato
una delibera per venire incontro alle imprese su alcuni
punti nodali della normativa tecnica comunale relativa al PIP (piano insediamenti produttivi) della zona industriale.

In particolare le norme tecniche sanciscono il
divieto tassativo per le società produttive di vendere
il patrimonio edilizio realizzato per un periodo di 10 anni dalla
data di ultimazione dei lavori, salvo cause di forza maggiore. La
mancata dimostrazione della situazione di forza maggiore potrebbe
rendere nulla la cessione immobiliare e di conseguenza l’area
potrebbe ritornare di proprietà comunale
: la nuova delibera
definisce gli ambiti entro i quali ammettere le cause di forza
maggiore.
L’imprenditore dovrà presentare i seguenti
documenti: indicatori economico-finanziari dai quali emerga
chiaramente un andamento negativo; relazione tecnica da cui si
evincano l’imprevedibilità della causa della crisi, la
mancanza di relazioni tra questa e la politica di gestione aziendale, nonché l’assenza di nuove assunzioni; un piano di risanamento aziendale
che definisca le azioni necessarie al superamento della difficoltà
dell’azienda.

Lo stesso vale per le aziende artigiane: le
cooperative di cui fanno parte le aziende che dichiareranno
l’impossibilità di proseguire l’attività, potranno
procedere alla sostituzione del socio rinunciatario.

Inoltre, in
deroga all’art. 8 delle norme tecniche che prevedono l’obbligo di
iniziare i lavori di costruzione dei nuovi fabbricati entro due anni
dalla data di assegnazione delle aree, l’amministrazione potrà
riconoscere alle aziende in difficoltà una dilazione
per un tempo non superiore a due anni, senza applicazione delle penali previste.

“In
questo periodo così difficile per le aziende del territorio –
commenta il sindaco – il Comune cerca di sostenere il mondo
dell’impresa. Le deroghe alle norme tecniche del PIP sono solo un
esempio di questa volontà.
Ricordo poi i tavoli di
confronto con le diverse categorie, avviati e attivi da tempo.
L’industria e Busto sono un binomio inscindibile: il futuro si
presenta incerto e problematico
e richiede a tutti gli attori del
sistema uno sforzo ulteriore di dialogo e di condivisione, in una
città che ha dalla sua risorse importanti come il PSTL, il
CentroCot, un incubatore per le nuove aziende,  Malpensafiere e
la BAFC.”

In merito alla crisi dell’Olimpias, infine, il
Sindaco ha ribadito la sua attenzione per l’azienda e i lavoratori, in buona
parte cittadini di Busto, a favore dei quali l’amministrazione comunale sta valutando la possibilità di predisporre
interventi.

 

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Pubblicato il 02 Dicembre 2005
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