Basta con le Cassandre. Anche nello sport
L'ex assessore allo Sport Marco Caccianiga interviene nel dibattito, ancora aperto, sulla questione stadio
Un augurio sincero a tutta la Redazione, amici.
In punta di piedi, sottovoce per non urtare la suscettibilità delle pletore di negromanti che tracciano la Via e la Verità, mi permetto di condividere le riflessioni del preciso Lorenzo Franzetti e, nello stesso tempo, apprezzare l’intervento del prode Gianni Beraldo. Consideriamo un fatto: Sogliano non ha mai rivendicato una sorta di superiorità divina del Calcio rispetto ad altri Sport.
L’infaticabile patron biancorosso ha, semplicemente, presentato un progetto concreto, discutibile finchè si vuole, ma reale, con tutti i crismi, con finanziamenti chiari ed obiettivi precisi.
Sogliano non è uomo da chiacchiere e distintivo, è pratico, magari burbero ed irascibile (ricordo una riunione di qualche mese fa… un fiume in piena…!) ma è l’unico, insieme a Claudio Milanese – un autentico signore- che abbia fortemente desiderato il rilancio del Calcio a Varese. Nessuno, Sogliano per primo, vuole la fine del Velodromo o della Pista di Atletica. Chiede una razionalizzazione in funzione dell’investimento ed io ritengo che sarà certamente un volano positivo per tutto il movimento sportivo. Credo che i responsabili Federali del Ciclismo e dell’Atletica dovrebbero interloquire positivamente con i dirigenti biancorossi e trovaranno certamente soddisfazione. Non se ne può più delle Cassandre di ritorno, uomini in nero che dipingono un futuro terreo! Gente che si occupa di sport e di attività motoria, che ha responsabilità di settore giovanile e che nemmeno conosce gli schemi motori di base, manovali dell’Attività Motoria senza preparazione, liberi di fare danni operando sul campo con i fruitori più deboli dello sport, i bambini, spesso con la connivenza di alcuni genitori. E sono i medesimi che si stracciano le vesti e gridano allo scandalo quando compare qualcuno che propone – e sottolineo propone – una rivisitazione strutturale di un Impianto sportivo. Credo che ci voglia l’umiltà di approfondire per non cadere preda dell’approssimazione. L’immenso Jorge Amado sosteneva che la gente umile non ha mai mal di testa… Auguri di cuore a tutti.
In punta di piedi, sottovoce per non urtare la suscettibilità delle pletore di negromanti che tracciano la Via e la Verità, mi permetto di condividere le riflessioni del preciso Lorenzo Franzetti e, nello stesso tempo, apprezzare l’intervento del prode Gianni Beraldo. Consideriamo un fatto: Sogliano non ha mai rivendicato una sorta di superiorità divina del Calcio rispetto ad altri Sport.
L’infaticabile patron biancorosso ha, semplicemente, presentato un progetto concreto, discutibile finchè si vuole, ma reale, con tutti i crismi, con finanziamenti chiari ed obiettivi precisi.
Sogliano non è uomo da chiacchiere e distintivo, è pratico, magari burbero ed irascibile (ricordo una riunione di qualche mese fa… un fiume in piena…!) ma è l’unico, insieme a Claudio Milanese – un autentico signore- che abbia fortemente desiderato il rilancio del Calcio a Varese. Nessuno, Sogliano per primo, vuole la fine del Velodromo o della Pista di Atletica. Chiede una razionalizzazione in funzione dell’investimento ed io ritengo che sarà certamente un volano positivo per tutto il movimento sportivo. Credo che i responsabili Federali del Ciclismo e dell’Atletica dovrebbero interloquire positivamente con i dirigenti biancorossi e trovaranno certamente soddisfazione. Non se ne può più delle Cassandre di ritorno, uomini in nero che dipingono un futuro terreo! Gente che si occupa di sport e di attività motoria, che ha responsabilità di settore giovanile e che nemmeno conosce gli schemi motori di base, manovali dell’Attività Motoria senza preparazione, liberi di fare danni operando sul campo con i fruitori più deboli dello sport, i bambini, spesso con la connivenza di alcuni genitori. E sono i medesimi che si stracciano le vesti e gridano allo scandalo quando compare qualcuno che propone – e sottolineo propone – una rivisitazione strutturale di un Impianto sportivo. Credo che ci voglia l’umiltà di approfondire per non cadere preda dell’approssimazione. L’immenso Jorge Amado sosteneva che la gente umile non ha mai mal di testa… Auguri di cuore a tutti.
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