“Culattoni” nostri

“Non abbiamo bisogno degli omossessuali, non fanno bambini e sono la rovina della nostra società”. Le parole di Francesco Speroni hanno tuonato nei padiglioni di MalpensaFiere. L’europarlamentare non ha dubbi in proposito.
L’Europa vuole imporci anche i matrimoni tra “culattoni”. Di questo passo dove andremo a finire?
Sere fa, con alcuni colleghi, abbiamo fatto una cena per incontrare un amico che lavora Bruxelles per la tv svizzera. Ci raccontava come questa città non sia solo il luogo dove risiede il Parlamento europeo, ma stia diventando un “parlatoio”, uno spazio di incontro per la politica, gli affari e altro. Lì la Baviera, la Catalogna e altre comunità territoriali hanno aperto propri spazi e lavorano per portare vantaggi al proprio territorio. Visto questo grande dibattito sulle autonomie chiedevamo a questo amico come si stesse muovendo la Lega. La risposta ci ha lasciato malissimo. Non esiste. La considerazione è totalmente nulla. Non veniamo considerati e basta. E la ragione è evidente. Quel drappello di quattro europarlamentari del Carroccio, ridotti di fatto a tre per la malattia di Bossi a Bruxelles non hanno alcun ruolo salvo dire no all Turchia e ai “culattoni”. Ha un “assenteismo” che sfiora il 70% e non riesce a imporre nessun dibattito.
Speroni però a MalpensaFiere si è preoccupato dei nostri “culattoni”. Del pericolo che correrebbe l’Italia a seguito di una vittoria dei “rossi”. Non ha raccontato cosa sta facendo nel Parlamento Europeo, non ha spiegato qual è la strategia politica della Lega per poter contare di più e garantire una maggiore autonomia. Tutto questo annoia e ora siamo in campagna elettorale.
La ricerca dei consensi e dei voti è una parte del lavoro dei politici, ma questo comportamento deve avere dei limiti. Occorre maggiore rispetto per i cittadini, per tutti i cittadini. Basta con una visione integralista dello Stato. Speroni può star tranquillo perché se anche il nostro paese adottasse i Pacs, non diventerebbe la patria dei “culattoni”. Gli uomini e le donne che sono omosessuali non impongono niente a nessuno. Lavorano, studiano, viaggiano e fanno cose come tutti e chiedono solo che non li si tratti come strani animali, ma come ogni altro cittadino, con pari dignità, diritti e doveri. Certo, hanno una capacità di fare comunità che dovrebbe far riflettere tutti. Gli eccessi sono frutto della necessità di rivendicare una normalità che dovrebbe essere scontata in un paese moderno e civile. Uno Stato democratico e liberale deve essere laico altrimenti la tanta paura dell’integralismo islamico che tanto agita i sonni di Borghezio, Speroni e dei loro amici è solo ipocrisia.
La rovina del nostro paese è la mediocrità, il pressapochismo, il basso profilo, se restiamo a temi di ordine culturale. Il compito dello Stato è quello di favorire una migliore convivenza civile nel rispetto di regole condivise. E per far questo dal 1946 i padri fondatori del nostro paese lavorarono per produrre una delle carte costituzionali più belle del mondo. Pensino al disastro che stanno facendo a questo proposito i nostri illuminati politici amici di Speroni e c. Altro che Pacs.

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Pubblicato il 21 Gennaio 2006
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