I genitori della scuola primaria di Malnate protestano contro il nuovo orario: «Scelta senza dialogo»

Le famiglie si oppongono alla decisione dell'Istituto Comprensivo "Iqbal Masih" chiedendo la riapertura del confronto e "un'offerta educativa all'altezza del territorio"

scuola elementare battisti malnate

A Malnate scoppia la protesta di una rappresentanza di genitori contro la decisione dell’Istituto Comprensivo “Iqbal Masih” di modificare l’orario della scuola primaria. Attraverso una lettera aperta indirizzata al Dirigente Scolastico, al Collegio Docenti e per conoscenza al Sindaco, le famiglie esprimono una ferma opposizione alla revisione che ridurrebbe le ore settimanali e introdurrebbe l’orario continuato. Secondo i firmatari, la scelta impoverirebbe il servizio al territorio e sarebbe stata assunta senza un reale coinvolgimento delle famiglie o una valida giustificazione pedagogica.

Il merito della protesta: meno ore e pranzo tardivo

Il punto centrale della contestazione riguarda la riduzione del tempo-scuola, che passerebbe da 28,5 a 27,5 ore settimanali. I genitori temono che l’orario continuato dalle 8:00 alle 13:30 possa peggiorare la qualità dell’apprendimento, definendo la fascia oraria tra le 13:00 e le 13:30 come la più “improduttiva” per bambini già stanchi. Viene inoltre sollevata una questione pratica e di salute: i bambini di prima elementare si troverebbero a pranzare alle 14:00, un cambiamento drastico rispetto all’abitudine della scuola dell’infanzia dove il pasto è previsto per le 11:30.

La richiesta alle istituzioni

Nella lettera, le famiglie chiedono la sospensione immediata del provvedimento e la riapertura del processo decisionale. L’obiettivo è far emergere le reali necessità del territorio, con richieste che puntano a un’offerta formativa di 30 ore (con due rientri) o al “tempo pieno” di 40 ore, ormai standard in gran parte della regione. «La scuola deve essere un luogo di dialogo e non di decisioni unilaterali» concludono i genitori, sottolineando il crescente clima di sfiducia verso un’istituzione che sembra dare priorità a logiche economiche piuttosto che al benessere dei piccoli alunni.

Le parole del sindaco

Chiamata in causa anche nella lettera, Nadia Cannito si è espressa sia da prima cittadina, sia da insegnante: «Come amministrazione siamo pronti a intervenire a supporto perché dobbiamo dare sostegno alle famiglie, attivando il doposcuola e la mensa sarà tutta a carico nostro; sotto questo punto di vista abbiamo già messo i soldi a bilancio. Non sarebbe però un problema in caso ci fosse un ripensamento, come richiesto nella lettera. Comprendiamo le perplessità dei genitori perché è un passaggio delicato e sarebbe stato più corretto gestirlo diversamente. Da insegnante sono invece dell’idea che quando si va a togliere orario a scuola non è mai positivo».

Proposta per cambiare l’orario scolastico a Malnate, la protesta dei genitori: “I bambini non sono dei piccoli adulti”

LA LETTERA

Opposizione alla revisione dell’orario della scuola primaria – Richiesta di immediata revisione della decisione

I sottoscritti genitori degli alunni (presenti e futuri) della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih di Malnate esprimono con la presente una ferma, chiara e motivata opposizione alla decisione di rivedere l’orario scolastico della primaria, così come recentemente comunicata. Riteniamo tale decisione inaccettabile nel metodo e nel merito.

Nel metodo, in quanto assunto senza un reale coinvolgimento delle famiglie, senza un confronto strutturato e senza una condivisione trasparente delle motivazioni pedagogiche, in aperto contrasto con i principi di corresponsabilità educativa che dovrebbero guidare la comunità scolastica.

Nel merito, in quanto la revisione dell’orario incida in modo negativo sulla quantità delle ore settimanali (che passeranno da 28.5 ore a 27.5), impoverendo il servizio al territorio; inoltre temiamo che l’orario continuato dalle 8.00 alle 13.30 possa peggiorare la qualità del tempo-scuola in generale.

La scuola è un luogo educativo centrale, che richiede impegno, attenzione e ascolto per i bambini e per chi ogni giorno ne sostiene il funzionamento anche fuori dalle aule. La scelta dell’orario, così come presentata, priva di giustificazioni pedagogiche, potrebbe far pensare che l’organizzazione sia volta solo a fare economie piuttosto che al benessere dei bambini continuando a ridurre il tempo-scuola offerto a Malnate.

Riteniamo gravissimo che una decisione di tale impatto non sia stata accompagnata da una chiara e documentata giustificazione pedagogica, che possa sostenere come valida la proposta, per i bambini di 6 anni, di passare dal pranzare alle 11.30 all’infanzia a pranzare alle 14.00 in prima elementare. Così si introdurrebbe inoltre 2 pause di socializzazione alle 9.45 e alle 11:35, alterando gli equilibri alimentari.

Si sottolinea inoltre che la mezz’ora aggiuntiva giornaliera prevista dal nuovo orario è nella fascia oraria tra le 13 e le 13.30, notoriamente la più improduttiva, in cui i bambini stanchi della giornata fanno molta fatica nel seguire le lezioni.

Le conseguenze di queste decisioni, prese in modo superficiale, senza ascolto e coinvolgimento attivo delle famiglie, rischiano di rendere la vita scolastica dei nostri bambini un grande sforzo e non l’appassionante gioco di crescita che dovrebbe essere. Questa modalità è specchio della società in cui viviamo e che tanto critichiamo. Una società che non si cura degli interessi e del bene dei bambini, non considerando che diventeranno adulti anche loro. Adulti che non potranno avere a cuore il territorio, perché le istituzioni non li hanno avuti a cuore nel loro momento di vita più delicato.

Con la presente quindi chiediamo con forza:

  1. la sospensione immediata della revisione dell’orario della scuola primaria;

  2. la riapertura del processo decisionale, con il coinvolgimento reale e tempestivo dei rappresentanti dei genitori anche a fronte delle richieste che perverranno per l’iscrizione alle classi prime, che devono poter far emergere le necessità delle famiglie di tempo-scuola anche di 30 ore (con 2 rientri settimanali) o 40 ore (il cosiddetto tempo pieno).

Si sottolinea che il tempo pieno fa ormai parte dell’offerta educativa della maggior parte delle scuole primarie, sia statali che paritarie, della regione.

La presente viene inviata per conoscenza all’amministrazione comunale e agli organi di stampa locali affinché sia data adeguata visibilità a una situazione che sta generando forte preoccupazione, malcontento diffuso e un crescente clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni scolastiche che sembrano dare priorità agli aspetti economici che alle esigenze del territorio.

Certi che la scuola debba essere un luogo di dialogo e non di decisioni unilaterali, restiamo in attesa di un riscontro formale.

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Pubblicato il 23 Gennaio 2026
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