I caduti per la libertà e una memoria da riconciliare
Alla commemorazione dei martiti della Ercole Comerio si affiancano le riflessioni di Gottfried Wagner, pronipote del compositore, sulla presa di coscienza dei crimini nazisti
Sala stracolma anche oggi al Museo del Tessile per la commemorazione 62esimo anniversario della deportazione nazista dei membri della Commissione Interna della Ercole Comerio, organizzata dalla Rsu aziendale con la collaborazione del Comune. Di fronte al consueto schieramento di esponenti politici e del mondo dell’associazionismo, con l’Anpi in prima fila e numerosi testimoni dell’epoca e parenti delle vittime, si è ricordato il destino di Arconti
Vittorio, Ballarati Giovanni, Caimi Luigi, Cucchetti Arturo, Gallazzi
Ambrogio, Mara Rodolfo, Mazzon Alvise, Raimondi Bruno e Vago Mario, operai della Comerio e caduti per la libertà.
Sobria e commossa la rievocazione da parte della Rsu di quanto avvenne il 10 gennaio 1944, quando lo sciopero di chi chiedeva pane e pace fui stroincato dal terrore nazista delle SS del Brigadefuehrer Zimmermann. Sei delegati sindacali della Comerio furono deportati nel campo di sterminio di Mauthausen: solo due si salvarono, ma Alvise Mazzon perì poco dopo il ritorno a casa per le atroci sofferenze patite. Oltre ai deportati della commissione interna, si ricordano come martiri della libertà anche altri dipendenti della Ercole Comerio che persero la vita battendosi nella Resistenza.
"La memoria resti viva affinchè si trasmettano alle prossime generazioni i valori della rinascita democratica del Paese" ha detto il Sindaco Luigi Rosa. "Solo questi valori possono infatti sovvertire le spinte degeneri che si avvertono nella società odierna. Servono però quella responsabilità e quella consapevolezza che avevano i lavoratori della Comerio, eserve obiettività: bisogna allontanarsi dal daltonismo spirituale che rende tutto grigio, tutto uguale, odioso e insopportabile. Busto attinge forza dai valori: lavoro, famiglia, fede, impegno sociale". In primavera, finalmente, una lapide dovrebbe essere posta presso il parco ex Comerio di via Magenta, dove un tempo sorgeva la fabbrica, per ricordare i caduti e il loro fulgido esempio.
È intervenuto quindi il regista e storico Gottfried Wagner, pronipote del grande compositore Richard, considerato da molti (e dal pronipote stesso) una sorta di nazista ante litteram per il suo antisemitismo. Il suo intervento è sembrato adatto ad introdurre le tematiche della Giornata della Memoria, prevista per il 27 gennaio. La relazione dello storico ha puntato sul rapporto fra la Storia generale e la storia familiare, rapporto che in casa Wagner è stato difficile e conflittuale. Infatti, se il grande compositore viene considerato dal pronipote un personaggio dall’influenza nefasta, sua figlia, la nonna di Gottfried, fu una fervente nazista, direttrice del Festival wagneriano di Bayreuth, un evento totalmente allineato al regime. Fu sempre lei a fornire la carta su cui fu scritto il Mein Kampf a Hitler, prigioniero a Landsberg nel 1923-1925 a seguito del fallito putsch dell’8 novembre a Monaco di Baviera . La presa di coscienza delle generazioni successive alla guerra è stata lenta e dolorosa, perchè per anni prevalsero il silenzio e la negazione dei crimini del nazismo, racconta Wagner: e tanto più preziosa fu la reazione di quei giovani che contestarono il passato dei loro stessi genitori, il loro silenzio, la loro acquiescenza o complicità verso il regime che perpetrò l’abominio assoluto della Shoah. Insieme all’amico e collega Abraham Peck, ebreo e figlio di superstiti dell’Olocausto, Wagner ha scritto il libro "Unsere Stunde Null", "La nostra ora zero", per ricostruire questo doloroso parto della consapevolezza, che ha spesso diviso i figli dai padri (Gottfried e il padre si sono letteralmente rinnegati a vicenda), e segnato profondamente la Germania postbellica.
Con Peck, i propri figli e nipoti e un pugno di reduci dello sterminio, Wagner ha recentemente visitato Auschwitz, riportandone fortissime impressioni che ha veicolato al pubblico del Museo del Tessile.
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