I ragazzi dell’itis si scoprono stilisti
Diciannove i jeans creati dai ragazzi dell'itis nell'ambito del concorso "jeansiamoci". L'iniziativa, di successo, mira a sensibilizzare i ragazzi al settore tessile
L’inteno era quello di promuovere l’indirizzo tessile tra i ragazzi più giovani dell’itis. Ne è uscita una vera e propria galleria creativa che ha ben meritato una sfilata alla presenza di esperti del settore e imprenditori.
Sono 19 i jeans che sono stati realizzati dai ragazzi del biennio dell’itis di Varese, iscritti al concorso "Jeansiamo – decora il tuo jeans".
Diciannove capi reinventati dagli studenti secondo il proprio stile.
A coordinare il concorso interno, ma che potrebbe essere facilmente esportato in altre realtà, sono state le due docenti di moda e disegno creativo Lucia Tonda e Marta Mentasti.
«Lo scopo era quello di sensibilizzare i ragazzi sulle potenzialità di un settore che molti definiscono moribondo ma che ha in sé una vitalità soprendente» Lucia Tonda è convinta che oggi la scuola potrebbe dire molto di più in un settore che si presenta in crisi: « All’itis di Varese abbiamo innovato parecchio l’indirizzo, introducendo elementi creativi. Forse si è persa la specificità di alcuni insegnamenti per dare maggior spazio alla conoscenza completa della filiera produttiva. Noi creiamo esperti che hanno basi sufficienti per integrarsi in tutti gli ambienti, per assorbire innovazioni e tecnologie».
Aiutati dai compagni più grandi degli ultimi due anni, le "matricole" hanno risposto con entusiasmo alla sfida: «Abbiamo fatto una lezione di presentazione – spiega ancora la professoressa Tonda – in cui abbiamo dato indicazioni di massima. Gli studenti più grandi hanno spiegato la materia con cui si doveva lavorare. Poi, però, i ragazzi del biennio hanno preso in mano forbici e aghi per dare sfogo alla propria fantasia».
«È stata un’esperienza molto bella – commenta Francesco – io mi sono ispirato a Superman, una figura che ben si accompagna al taglio dei miei jeans. Penso proprio che li metterò spesso».
«Il jeans è l’indumento che meglio rappresenta i gusti di tutti – aggiunge Nadia – bambini e adulti, si sentono sempre a proprio agio. Per me la moda deve essere comoda, magari con qualche particolare estroso, ma i vestiti devono farci sentire a nostro agio».
L’ambizione, nemmeno troppo celata, è quella di riuscire a far emergere le velleità e le ambizioni di un settore che ha una blasonata storia alle spalle pur vivendo oggi una crisi profonda: dalla scuola vorrebbe partire la rinascita fatta di competenze, conoscenze ed estro.
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