Il Gruppo Civico si difende dalle accuse dei “pontiani”
Un intervento di Celso Costantini per rispondere alla questione: com'è che un sindaco eletto con migliaia di voti può essere abbattuto da pochi consiglieri?
Su
Castellanza aleggia una questione che i seguaci dell’ex sindaco Maria
Grazia Ponti hanno posto di frequente: è lecito, da un punto
di vista politico, che un sindaco eletto dai cittadini sia rimosso da
un pugno di consiglieri? A questa domanda, per nulla retorica ma la
cui analisi va alle radici dei meccanismi istituzionali della
democrazia (c’è da tremare all’idea di un Parlamento che non
può sfiduciare un capo del governo, ndr), tenta di dare
risposta Celso Costantini del Gruppo Civico per Castellanza, anche
per giustificare la rottura nelle file di Città Viva che ha
dato il colpo di grazia alla Giunta Ponti.
"Quale
forma di democrazia permette a 11 consiglieri di annullare il voto di
15000 cittadini, senza interpellarli?": questa la domanda
esplicita dei castellanzesi secondo Costantini, che ricorda come
anche altre realtà, fra cui Busto Arsizio, siano al momento
"di fronte al dilemma del come chiudere anticipatamente
l’esperienza di un sindaco".
Costantini
osserva che l’equilibrio fra poteri rende la democrazia "tanto
più salda quanto più impedisce a chiunque, attraverso
meccanismi di controllo incrociato, di esercitare in modo
indiscriminato il proprio potere anche se conferito dal popolo".
I castellanzesi sono stupiti della rapidità con cui si è
consumata la crisi, che ai loro occhi è spesso apparsa
"assurda e incomprensibile": "e sarebbe sbagliato
prendere alla leggera questo stupore" rimarca Costantini. E
qui scatta l’analisi-autodifesa: "è stata proprio la
lealtà fino all’ultimo dei sei Consiglieri verso
l’ex-sindaco Maria Grazia Ponti, verso il gruppo consiliare di
maggioranza cui appartenevano e verso i cittadini, che ha
impedito che i malumori e le critiche trapelassero vistosamente prima
della crisi. Poi si è arrivati a un punto di non
ritorno, al punto in cui l’ex-sindaco, anzichè prodigarsi
per rimuovere i problemi posti dai consiglieri (non istanze personali
ma problemi concreti emersi dalla base elettorale stessa), ha
negato ai consiglieri comunali della sua stessa maggioranza il
riconoscimento del loro specifico potere di indirizzo e controllo. E
lo ha fatto in modo plateale e ricattatorio, ponendo un inaccettabile
aut aut: o vi comportate da ‘collaboratori del sindaco’ o
siete contro di me. Ecco che quindi, di fronte a un sindaco che si
stava trasformando in un monarca, la mano dei consiglieri non si
è alzata a comando, come succederebbe in una ‘democrazia
delle foche’, ma questi 11 consiglieri (ricordiamo: 6
ex-Città Viva, 3 di Insieme per Castellanza e 2 di
Orizzonte-Il Polo per Castellanza) è stata data nuovamente
e democraticamente la parola ai cittadini, perchè l’unico
modo definitivo per interpellarli, in situazione di crisi gravi come
questa, è quello di chiamarli al voto".
L’ex-sindaco
Maria Grazia Ponti, nella sua lettera ai cittadini del 3 gennaio
scorso, scriveva fra l’altro: “Mi rivolgo ai 3873 Castellanzesi
che mi hanno eletta (…) per dire che sei consiglieri, che facevano
parte della maggioranza e che avevano raccolto un totale di 383
preferenze (…)”. Per Costantini e il Gruppo Civico si tratta
di "una mezza verità usata per tirare furbescamente acqua
al suo mulino: dimentica l’ex-sindaco che Simone Mantovani (199
preferenze) ha sostenuto e sostiene questi sei Consiglieri (…) 582
preferenze del suo ex-gruppo Città Viva sono la
maggioranza (55%) delle preferenze degli eletti della sua lista, cioè
– ragionando statisticamente – più della metà dei
3873 voti con cui è stata eletta Maria Grazia Ponti possono
essere fatti risalire al contributo dei consiglieri dissidenti e dei
membri attivi dell’Associazione Città Viva. Per non parlare
dei 2.295 voti per Mario Rossi e dei 1.991 voti per Romeo Caputo che
pure si sono dimessi. Si facciano i conti i cittadini e capiranno che
il loro rappresentanti non hanno fatto altro che interpretare
in modo saggio il mandato loro assegnato e che questo fatto
va valutato con onestà e fiducia e non sulla base delle mezze
verità e delle facili frasi fatte".
"Ora
da questa situazione bisogna imparare" conclude Costantini, "e
molti hanno già fatto autocritica: Mario Rossi è
uscito da Forza Italia e ha dichiarato ormai conclusa
l’esperienza di ‘Orizzonte’; Città Viva verrà
presumibilmente sciolta e un numero significativo di soci si è
riaggregato nel Gruppo Civico per Castellanza guardandosi con grande
apertura e in modo costruttivo. Il rinnovamento sembra lasciare
intatta solo la Lega, che nonostante la brutta figura che sta
facendo a Busto Arsizio dice in sostanza ai castellanzesi che solo i
partiti offrono sufficienti garanzie: noi pensiamo invece all’opposto
che proprio la differenza tra Busto Arsizio e Castellanza nel gestire
una crisi della squadra del sindaco dia la misura del ruolo e del
valore che le liste civiche possono avere per una città di
provincia dove l’attenzione della politica nazionale è sempre
marginale e figlia di alleanze che non creano valore locale".
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