La mafia sta nel sud della provincia

Oltre tremila i reati scoperti, quasi mille arresti. Il bilancio dell'Arma dei carabinieri

Sorride soddisfatto Claudio Criscuolo, comandante provinciale dei carabinieri. Sono i numeri dell’attività svolta dai suoi uomini a regalargli il buon umore: su 25122 denunce, i reati scoperti dai carabinieri di Varese sono stati 3065, un dato in netto aumento rispetto all’anno passato. Numeri importanti anche per quanto riguarda gli arresti,  935 in totale. Di questi 238 su provvedimento dell’autorità giudiziaria, 122 per reati legati alo spaccio e al traffico di stupefacenti, 128 nei confronti di stranieri che non avevano osservato il decreto di espulsione.
«Sapevo di venire in una provincia importante – dice Criscuolo -questi numeri confermano la mia sensazione». 

Il comandante elenca le operazioni più importanti, dai furti a Malpensa alle rapine in villa, che hanno richiesto un’attività tecnica molto complessa. Non stila, però, una classifica dei reati perseguiti, perché lui appartiene alla vecchia scuola. «Quando ero un giovane capitano, il mio superiore mi telefonava per dirmi "ti hanno fatto una rapina in posta". Tutti i reati danno fastidio, e ancora oggi se succede qualcosa è come se lo avessero fatto a me».

«Mi rendo conto che ciò che preoccupa la gente sono i furti e le rapine in casa, perchè si sentono colpiti direttamente. Allora, aiutateci che noi vi aiutiamo» dice Criscuolo con una formula efficace. «Spesso chi subisce questi reati – continua il comandante – ha lasciato la porta aperta della cucina per far mangiare il gatto o quella del garage per far dormire il cane. O vive  in una casa su tre piani. Se in casa c’è un allarme attivatelo, anche se rischiate di svegliarvi nella notte quando rientrano i figli da una serata. Insomma la situazione non è drammatica e si puo’ migliorare perché il nostro controllo funziona bene, anche durante le vacanze di Natale». 

Un monito alla stampa sulle facili definizioni usate in alcuni fatti criminosi e sull’uso della parola mafia, come nel caso del giovane ecuadoriano trovato morto a Cittiglio. «Questo problema non lo sentiamo qui a Varese, ma più a Busto Arsizio, in particolare mi riferisco all’esecuzione avvenuta a Lonate Pozzolo. Sono delitti di mafia, ma ci troviamo di fronte ad un fenomeno diverso rispetto alla Sicilia o alla Calabria dove gli equilibri e la mappatura delle famiglie mafiose è conosciuta e ben definita».

Da ultimo, ma non meno importante, il discorso del potenziamento  delle caserme nella provincia, dove operano circa 900 uomini. Dopo  la tenenza di Tradate, dovrebbe essere aperta un’altra caserma, mentre il carabiniere di quartiere già attivo a Varese  e Busto Arsizio, in futuro pattuglierà anche le strade di Gallarate e Saronno.

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Pubblicato il 04 Gennaio 2006
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