Digital divide, i disagi e le prospettive della nostra provincia

A seguito dei dati preoccupanti sulla diffusione dell'adsl discutiamo della situazione varesina con il delegato varesino di Include, con NGI e con l'assessore della Comunità Montana

I dati negativi sul digital divide che affligge la periferia varesina, a causa della mancanza di connettività Adsl, non sono una novità. Roberto Sonzogni, assessore alla comunicazione servizi informativi della comunità della Valcuvia, ci descrive una situazione simile a quella rilevata da Anti Digital Divide, anche se non tanto preoccupante quanto in altre province: «Nel territorio la banda larga manca in svariate zone, come Cocquio Trevisago: una situazione profondamente negativa per un comune con un’attività industriale di una certa importanza». «Si tratta di un vero e proprio gap», sottolinea Sonzogni, «oggi la banda larga non è solo internet veloce, ma anche pacchetti a forfait. E poi è la possibilità di controllare la posta in tempo reale, di usufruire di servizi VPN e VOIP, e molti altri aspetti ormai fondamentali per la crescita di un’azienda».

 

Oltre ad essere responsabile per la comunità montana, Sonzogni lavora anche per una ditta di installazioni e assistenza informatica, proprio nella stessa area. Ma si sente il digital divide? «in buona parte: prima della capillare diffusione della banda larga chi faceva assistenza doveva andare sul posto, ora tramite i servizi VPN dovremmo avere la possibilità di lavorare in remoto, con maggiore immediatezza e costi inferiori i clienti. Per questo la mancanza di banda larga è un grosso limite».

 

I dati negativi sono confermati da Luca Spada, varesino amministratore delegato di NGI: «è assolutamente vero, nonostante alcune promesse di Telecom ci sono ancora molte aree dimenticate, ovviamente si è preferito privilegiare i comuni con un alto rapporto di abitanti per metro quadro». «Inoltre», prosegue Spada, «nelle aree periferiche gli investimenti, oltre ad avere uno scarso appeal economico, sono ancora più alti: spesso è necessario sostituire anche i sistemi di collegamento tra le abitazioni e le centraline».

 

Ma gli ostacoli non sono solo quelli economici: in alcune aree montane la tecnologia adsl su cavo non arriverà mai, per problemi tecnici insormontabili. La soluzione potrebbe essere quella dei collegamenti wireless, e recentemente la comunità montana delle Valli del Luinese ha fatto un grosso passo avanti, appaltando la costruzione di una rete senza fili che fornisca connettività internet veloce. La stessa NGI ha dei progetti in merito: «Stiamo lavorando ad un programma che non è ancora avviato, che dovrebbe permettere ad alcuni comuni di usufruire di Adsl tramite un collegamento senza fili: dovremmo partire con una sperimentazione questa estate, che toccherà i comuni scoperti di Morosolo, Casciago e Luvinate». Purtroppo, comunque, almeno per quest’anno non ci sarà una vera soluzione commerciale: ma qual è la tecnologia di cui stiamo parlando, e quanto costa? «È una tecnologia piuttosto simile al wi-max che, a differenza del wi-fi domestico, ha un raggio molto più ampio, fino a 10Km contro i 500-600 metri. I costi di installazione sono leggermente inferiori rispetto a quelli della connessione su cavo, ma sono necessarie politiche di marketing locali, per promuovere l’impegno dei privati».

 

Proprio per promuovere la collaborazione tra privati ed enti locali è nata in questi giorni la cooperativa Include, nata dall’impegno di Anti Digital Divide. Il delegato per la nostra provincia delle due associazioni è Juri Palmieri, che possiede un’azienda a Castelseprio: «la problematica della banda larga è grossa», conferma, «soprattutto a causa della reticenza ad investire nei comuni sotto i 5mila abitanti. Si tratta di un fatto sconcertante al giorno d’oggi, se pensiamo che ormai tutta la vita quotidiana e l’economia sono improntate sulle nuove tecnologie». L’impegno di Palmieri è scaturito proprio dalle esigenze della sua azienda, che si trova ancora a dover scaricare le e-mail con il cellulare. Lui è tra i soci fondatori della cooperativa Include, rappresentando la nostra provincia: «qui attualmente siamo impegnati nel creare un punto di incontro diretto tra la domanda e i provider, in particolare quelli di connettività wireless, ad esempio a breve avrò un colloquio con i comuni di Castelseprio e Gornate Olona». Ma oltre alla connettività wi-fi Include punta anche su altre tecnologie come l’internet su rete elettrica e su gas. Tutti sistemi validi per combattere un ostacolo che deve essere abbattuto, ovviamente, ad alta velocità…

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Pubblicato il 03 Aprile 2006
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