L’Insubria in lizza per la biblioteca di Vigorelli
L'ateneo ha presentato la sua offerta, impegnandosi nella ricerca delle strutture, ma si profila un temibile concorrente: Telecom Progetto Italia
Più di 40 mila volumi d’epoca, con titoli preziosi dell’800 e del 900 europeo, appartenuti ad un nome importante della cultura italiana. Non stupisce che la raccolta di Giancarlo Vigorelli faccia gola a molti istituti, compresa l’Università dell’Insubria. A raccontarne il valore è proprio Gianmarco Gaspari, docente dell’ateneo varesino e direttore del centro studi manzoniani, ente del quale Vigorelli è stato presidente: «La raccolta è costituita da 40 mila volumi, ed è caratterizzata dall’800 e dal ‘900 europei: Vigorelli è sempre stato un raccoglitore di libri, frequentando diversi circoli letterari, e quello che ci ha lasciato ha un grande interesse».
Tra i tanti volumi, quindi, non mancano preziose prime edizioni di Joyce, Eliot, Balzac e Stendhal. Oltre ad una preziosa raccolta di edizioni dei “Promessi Sposi” e di altre opere manzoniane. Quasi tutti libri in lingua originale, con tanto di dediche e appunti degli scrittori. Come ha confermato il docente, l’Università dell’Insubria ha dimostrato interesse per questo patrimonio, anche nel desiderio di consolidare la sua biblioteca, poco fornita visto la giovane età dell’ateneo.
E l’occasione potrebbe anche accontentare gli ultimi desideri del grande esperto di letteratura. Prima della sua scomparsa, nel 2005 a 92 anni, Vigorelli aveva ribadito una sua volontà: quella di trattenere i suoi libri nella nostra regione, conservati in una posizione che li renda accessibili a tutti gli amanti della cultura.
Sembra che la disponibilità di Varese ci fosse tutta, ma le cose potrebbero non essere così semplici. La disposizione dei fondi è già stata discussa, mentre il problema principale rimane quello delle strutture adatte ad ospitare questo patrimonio. Ma la recente donazione di uno stabile di 500 metri quadrati, frutto della generosità della dottoressa Annunziata Ronchi Minazzi, potrebbe rappresentare una buona opportunità.
Eppure, secondo un articolo apparso ieri su Repubblica, si sarebbe palesato un concorrente non da poco. Il comune di Milano, grazie ad uno sponsor importante come Telecom Progetto Italia, avrebbe infatti dimostrato la disponibilità ad acquisire i preziosi volumi, trasferendoli alla biblioteca Sormani.
Ma come ha chiarito la vedova di Vigorelli, Carla Tolomeo, Insubria e Telecom non sono gli unici nomi che hanno dimostrato interesse: «Abbiamo ricevuto moltissime proposte», ha affermato al telefono. Tuttavia quando si chiede di essere più precisi sullo stato di questi accordi non si scopre di più: «In questo momento non sono in grado di dire di più», afferma Carla Tolomeo.
Eppure sembra che Telecom sia molto fiduciosa, tanto che il responsabile di Progetto Italia Andrea Kerbaker, nel corso di una conferenza stampa per la Festa del libro e delle rose, avrebbe salutato i presenti con l’annuncio sibillino dell’acquisizione di una grande biblioteca da donare a Milano, annunciando che ne sapremo di più l’11 maggio.
Si riferiva a quella di Vigorelli? Forse, ma di certezze al momento ce ne sono veramente poche, soprattutto a Varese. L’unico indizio è rappresentato dall’obiettivo della famiglia Vigorelli: trattenere questi volumi nella nostra regione, confermato dalla stessa Carla Tolomeo. «Sarebbe lo scopo della mia vita: la conservazione di questi libri dipende dalla mia volontà, così come in questi anni ne è dipesa la cura». «Con un senso di responsabilità nei confronti della cultura e della memoria di Giancarlo», conclude, «la mia speranza e la mia aspirazione sono quelle di trattenere questi libri nella terra che ci ospita».
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