Movimento libero: si presenta la lista del “Terzo incomodo”

Sceglie le periferie l'outsider al comune di Varese: Alessio Nicoletti e la sua lista

Il bipolarismo a Varese? Non è tra destra e sinistra, ma tra i partiti e un movimento libero dalle segreterie. Parola di Alessio Nicoletti, 28 anni, fino a pochi mesi fa uno dei più giovani assessori d’Italia nella giunta Fumagalli in quota AN, e oggi candidato sindaco "terzo incomodo" alle amministrative di Varese.

Con un una strategia precisa: «Fare quello che non fanno gli altri: confrontarmi con la gente, ascoltare le loro istanze, realizzare fatti». Perchè per Nicoletti, e per la lista che lo sostiene e che oggi è stata presentata ufficilamente, «Il problema è il sistema, che impone con accordi di segreteria candidature assurde sconosciute ai cittadini, e che con i cittadini non si confronta. Un  sistema che va smantellato dal basso, dalla gente. E noi con la gente stiamo e staremo ed è per questo che abbiamo scelto di presentare la lista in uno dei nostri punti d’ascolto in una zona non centrale, in viale Belforte. Pechè è con la gente che ci si confronta. E se le elezioni sono democratiche, i risultati non sono mai scontati».

Un’opinione condivisa in blocco dagli entusiasti partecipanti alla sua lista: «Io sono in lista perchè ero una cittadina che ha visto in Nicoletti l’unico assessore che l’abbia mai ascoltata per presnetare i problemi» ha spiegato Enrica Miraglia, numero 25 in lista, con un negozio a Biumo.

E che si concretizza in un programma dove risulta persino citata la riduzione del prezzo dei parcheggi, oltre ad altri particolari come la  videosorveglianza o la manutenzione delle strade. Nicoletti infatti ne ha per tutti: per la destra per la sinistra e anche per i commissari straordinari troppo zelanti. Tanto che si fatica a collocare politicamante, seguendo il filo dei suoi discorsi, l’ex rappresentante di AN, uscito con grande clamore dalla giunta Fumagalli e ora candidato sindaco a Varese insieme a Conte e Fontana. Così alla fine tocca fare una domanda che di solito è scontata, e un apriori.
Alla fine, il suo movimento è di destra o di sinistra?
«Guardi, se fossi un semplice elettore e dovessi scegliere, non sceglierei nessuno. Perchè vede, ognuno ha qualcosa di buono o a cui sta più attento: il centro destra è più attento alla sicurezza per esempio, e il centro sinistra lo è nel sociale. ma il problema sta poi nella realizzazione delle cose e per come il sistema, che noi critichiamo, sceglie le persone che dovrebbero occuparsene»

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Pubblicato il 29 Aprile 2006
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