Nasce a Gallarate il nuovo modello di scuola
Con l'inaugurazione del primo di una serie di laboratori all'avanguardia, è nato il campus Itis-Ipsia che coinvolgerà industria e università
Il riscatto della scuola parte da Gallarate. Messe da parte rivalità e concorrenza, generate dall’autonomia, Itis, Ipsia Ponti e Centri di Formazione mettono insieme risorse, professionalità, competenze per dare agli studenti un percorso formativo che veramente può adattarsi alle caratteristiche del singolo ragazzo.
In occasione dell’inaugurazione del primo di una serie di laboratori moderni e tecnologici sponsorizzati da ditte leader mondiali, è stato presentato il primo progetto territoriale di campus, pensato sulla scorta della Riforma Moratti, e che diventerà operativo dal prossimo anno scolastico.
A tagliare il nastro del laboratorio meccanico-termotecnico ( che conta sul supporto di aziende come Daikin, Uponor, Viessmann, Caleffi,Rothenberger, Zetaesse) c’erano il presidente della Provincia Marco Reguzzoni, affiancato dagli assessori Pellicini e Giacon, il sindaco di Gallarate Nicola Mucci, i due presidi di Itis e Ipsia Gian Mario Mercante ed Giuseppe Sirna, il direttore del CSA Antonio Lupacchino e vari rapprsentanti di ditte interessate e coinvolte.
«Quella di oggi è una tappa findamentale a cui ne seguiranno altre – spiega Roberto Borgo, ex assessore provinciale, vero ideatore e sostenitore del progetto – Vogliamo arrivare a creare un sistemo di istruzione che veda strettamente correlato il settore formativo, con quello industriale in un continuo scambio per la formazione di personale competente ed efficiente, in grado di gestire il complesso sistema produttivo. Un grande contributo arriverà anche dal mondo accademico: verranno coinvolti i due atenei varesini e il Politecnico».
Nel modello che prende il via a Gallarate, battendo sul tempo altre realtà che si vanno delineando sul territorio provinciale, ci saranno le due scuole che si fonderanno in un’unica direzione. All’interno del campus i ragazzi avranno modo di "tarare" il proprio percorso formativo a seconda delle capacità e delle ambizioni: «I professori del liceo tecnologico e quelli del professionale si muoveranno trasversalmente – spiega ancora Borgo – così i laboratori saranno identici. Se il ragazzo a sedici anni si renderà conto che la scelta fatta a 14 non corrisponde alle sue esigenze, potrà cambiare percorso ritrovando professori e materiali identici. Quello dei professori è il discorso più delicato perchè ci si sta ancora ragionando, ma l’obiettivo finale è la possibilità di creare una scuola aperta e flessibile. A quest’esperienza potranno aderire anche i centri formativi del territorio che hanno competenze da spendere. Una grande sinergia creata in funzione delle necessità e delle esigenze sempre mutevoli del mondo dell’impresa».
«Basta con la concorrenza – commenta il preside del Ponti – è ora di lavorare insieme, mettendo in comune risorse ed energie».
E proprio sul fronte delle risorse sta l’altra grande novità del modello: «Questo sistema dovrà auto alimentarsi – sottolinea Borgo – la richiesta di collaborazione alle industrie viene fatta proprio allo scopo di avere laboratori sempre all’avanguardia, dove apprendere direttamente tecniche e metodologie richieste dal mercato del lavoro. Se le aziende ci aiutano, noi riusciamo a formare figure pronte per essere immesse nella produzione».
Oltre ai laboratori, l’apporto del mondo industriale si sostanzia anche nella formazione con periodi di stage in azienda, ma anche con uscite di propri esperti che fanno lezione in aula, in un continuo scambio di informazioni e metodologi.
La via, dunque, è tracciata. Borgo sta già lavorando per far decollare altri due progetti nel cassetto: il tessile a Busto e l’informatica di alto livello a Gazzada. Due laboratori altamente specializzati in pieno raccordo con il tessuto produttivo del bacino delle scuole. Mancano in questo elenco, i due istituti di Varese. Quale sarà il progetto per loro?
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