Proposta a Bergamo una nuova legge quadro per la caccia
sono stati presentati oggi a Bergamo dai promotori e primi firmatari dei progetti di legge, che vogliono regolamentare anche la cattura di richiami vivi
Una nuova legge quadro per la caccia e un’altra sulla cattura di richiami vivi. Con l’obiettivo di fissare paletti certi e dare garanzie reali agli oltre centomila cacciatori lombardi ogni anno costretti ad attendere sul filo di lana il via libera alla pratica venatoria stagionale.
I provvedimenti, per ora ancora sotto forma di progetti di legge, in attesa della discussione e del voto finale da parte del parlamento lombardo, sono stati presentati oggi a Bergamo dal presidente della Commissione regionale “Attività produttive” Carlo Saffioti (FI) e dal Consigliere regionale Maria Stella Gelmini (FI), entrambi promotori e primi firmatari dei due progetti di legge. “Con questi provvedimenti –annunciano Saffioti e Gelmini- vogliamo tutelare e salvaguardare ulteriormente chi continua a praticare una tradizione consolidata e tra le più antiche del territorio lombardo, mettendo l’attività venatoria al riparo dai ricorsi al Tar che ogni anno le associazioni anticaccia puntualmente presentano. Senza dimenticare che la categoria dei cacciatori, spesso ingiustamente criminalizzata e ghettizzata, contribuisce in misura notevole, con le tasse versate, agli interventi di tutela dell’ambiente”.
Il nuovo disegno di legge quadro sulla caccia (pdl 142) stabilisce che possono essere cacciabili tutte le specie selvatiche non rientranti tra quelle a rischio, rinviando ad apposita legge regionale da approvare annualmente solo la definizione delle quantità e delle specie cacciabili per la stagione venatoria successiva. Prima di adottare qualsiasi provvedimento, la Regione deve comunque acquisire il parere scientifico dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS) o altro istituto faunistico riconosciuto a livello regionale. La Giunta regionale può inoltre sospendere l’attività venatoria in presenza di comprovate situazioni di pericolo per le specie interessate.
Il Consiglio regionale deve approvare con legge, entro il mese di luglio di ogni anno, il piano elaborato dalla Giunta regionale per la caccia. Sono autorizzati i cacciatori residenti in Lombardia che hanno acquisito l’opzione ad esercitare la forma di caccia da appostamento fisso e quelli che, avendo scelto la caccia in forma vagante, abbiano fatto richiesta entro il 15 marzo di ogni anno. I prelievi devono essere annotati sul tesserino venatorio, che deve essere restituito alle province competenti entro il 31 marzo di ogni anno. Le province provvedono quindi entro il 15 maggio a inviare alla Regione i dati riassuntivi sui prelievi effettuati. Le specie cacciabili, il prelievo massimo giornaliero e stagionale per ciascun cacciatore e il periodo in cui è autorizzata la caccia, vengono annualmente fissati dal piano regionale. Al fine di prevenire gravi danni alle colture agricole, un piano analogo e con le stesse modalità viene ogni anno determinato anche per gli esemplari appartenenti alle specie passero d’Italia, passera mattugia e storno. Da ultimo, viene autorizzato l’uso di richiami vivi appartenenti alle specie cacciabili.
E proprio per regolamentare il rifornimento dei richiami vivi, Saffioti e Gelmini hanno presentato un altro progetto di legge, che prevede l’obbligo per il Consiglio regionale di approvare ogni anno entro il mese di giugno il piano regionale che individua gli impianti abilitati e il numero massimo dei richiami vivi. Gli impianti di cattura vengono ripartititi sul territorio delle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano e Varese: la provincia di Lecco è tenuta a fornire i richiami ai cacciatori della provincia di Sondrio. Le catture possono essere effettuate dalla terza decade di settembre alla quarta decade di dicembre.
La Regione Lombardia, al fine di incentivare l’attività di allevamento di uccelli utilizzabili come richiami vivi, finanzierà con apposite convenzioni specifici progetti di allevamento proposti dalle associazioni ornitologiche riconosciute a livello regionale e nazionale.
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