Addio Fornace di via Manzoni
Il ponte del 25 aprile ha aperto i lavori di demolizione della torre nel centro storico di Arcisate. Aspri i rapporti tra Sindaco ed opposizione
Niente da fare per la fornace di via Manzoni ad Arcisate. Nonostante l’opinione contraria di molti cittadini e delle minoranze, come Lista Arancio Insieme ai Giovani e i Ds, l’opera di smantellamento del vecchio forno ha avuto inizio proprio a cavallo del ponte del 25 aprile per terminare in questi giorni.
La tempistica dei lavori è stata considerata un vero e proprio colpo basso dagli oppositori che hanno visto il comune procedere nel silenzio. Il 26 aprile, inoltre, erano stati convocati dal Sindaco, Giancarlo Gariboldi, i Capogruppo per discutere della “messa in sicurezza” della fornace, che nel frattempo si stava già abbattendo.
Molti sono i dubbi che il primo cittadino dovrà chiarire a chi considerava la fornace di via Manzoni un simbolo dell’attività economica arcisatese dei primi settant’anni del ‘900.
Innanzi tutto preme sapere, come sottolinea Lista Arancio, per quale motivo è stata effettuata una sola perizia privata, senza una controparte del comune e se il territorio in cui sorgeva la torre sarà utilizzato in seguito per edificare. 
«Non è da escludere che trovandosi in centro storico – afferma Enzo Clerici, segretario dei Ds di Arcisate – il lotto prima occupato dalla fornace ora possa essere soggetto a nuovi progetti edili. D’altronde a fianco sorgono delle abitazioni nuove».
Oltre ad irritare tutti gli affezionati alla vecchia struttura, l’affair fornace ha contribuito ad aumentare le tensioni tra maggioranza ed opposizione. «Il Sindaco aveva certamente l’autorità di mandare avanti i lavori, tuttavia ci aspettavamo che consultasse almeno una seconda perizia.»
Clerici spiega, inoltre, che il vecchio piano regolatore, in vigore da almeno 25 anni considerava la struttura di scarso valore storico. Dello stesso parere non era tuttavia la Provincia. Infatti anche Varese Focus, edito dall’Unione Industriali della Provincia di Varese, sul numero di Marzo evidenziava le fornaci del Varesotto come reperti importanti per la cultura del territorio e nell’articolo è stata citata anche quella di via Manzoni.
L’opposizione dichiara, nonostante l’avvenuta demolizione, di voler andare a fondo alla questione.
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