Attività 2006: il volontariato chiede servizi sempre più complessi
Nonostante il taglio dei fondi a disposizione, il Centro di Servizi ha erogato consulenze e supportato la formazione dei volontari
Un anno di assestamento: è stato questo il 2005 per il Centro d Servizi per il volontariato della provincia di Varese che ha registrato, attraverso il servizi richiesti, un incremento delle domande di tipo sempre più complesso e articolato.
E’ quanto emerge dal report sulle attività del CSV di Varese, presentato venerdì 19 maggio a Milano insieme ai dati di tutti i Centri presenti in Lombardia che sulla base della legge quadro sul volontariato (266/91) erogano servizi gratuiti per il sostegno e la promozione del volontariato.
«Il 2005 – ricorda però il direttore del Centro di Servizi, Maurizio Ampollini – è stato un anno in cui abbiamo dovuto fare i conti con la riduzione dei fondi a nostra disposizione, il che ha significato mettere da parte nuovi progetti per concentrarsi su quelli in corso: così abbiamo evitato una drastica riduzione dei servizi resi alle associazioni». Non va dimenticato, infatti, che il Centro di Servi eroga gratuitamente i suoi servizi alle organizzazioni di volontariato sulla base dei finanziamenti che riceve dalla Fondazioni ex bancarie per poter operare: e per l’anno passato il taglio che si è verificato è stato di circa il 40% del totale solitamente messo a disposizione. «Gli sviluppi più recenti della questione che riguarda il taglio dei fondi – continua Ampollini – ci fanno ben sperare per il prossimo biennio. Le risorse a nostra disposizione dovrebbero tornare a crescere e dovrebbero così metterci in grado di muoverci verso nuovi progetti». Nelle scorse settimane, infatti, è stato firmato un accordo preliminare in tal senso tra l’Acri (Associazione Casse di Risparmio Italiane) e il Forum permanente del Terzo Settore ed ora si attendono i prossimi sviluppi per la soluzione del problema.
Il bilancio delle attività del 2005 per il Centro Varesino è comunque tutt’altro che deludente: 1.700 ore di apertura degli sportelli (Varese, Gallarate, Castellanza, Laveno e Saronno) per 1330 utenti e 1045 servizi erogati.
Dietro ai numeri vi è una realtà di un volontariato sempre più esigente nelle sue richieste: diminuiscono le domande per sevizi più semplici, quali ad esempio gli atti costitutivi, e crescono invece le richieste di aiuti nell’area gestionale, contabile e amministrativa. In calo invece e consulenze nell’area progettazione anche a causa del fatto che nel 2005 non sono stati pubblicati i bandi relativi alle leggi regionali 22/93 e 28/96. «Un ‘altra indicazione che si trae dai servizi erogati – spiega Ampollini – è quella relativa alla dimensione del volontariato: troppo spesso le realtà appaiono piccole e frammentate ed una difficoltà che abbiamo riscontrato è quella a promuovere coordinamenti comunali o intracomunali: un vero peccato, questo, dal momento che rende anche più difficile ragionare in un’ottica di rete e di razionalizzazione, cosa che invece sarebbe auspicabile anche per la corretta applicazione della 328».
Tutti con il segno più i dati che riguardano la formazione, uno dei punti sui quali si continua a registrare interesse da parte delle associazioni, sia per corsi che il Cesvov organizza per i dirigenti di organizzazioni e associazioni,sia per i corsi che le realtà del volontariato possono proporre e mettere in atto con l’ausilio del Centro di Servizi. In questo caso, in particolare, si sono svolti in tutto 19 corsi che hanno coinvolto quasi 600 volontari o aspiranti volontari, con a netta prevalenza – tra gli argomenti portati in aula – delle tematiche di promozione del volontariato.
«Il 2005 spiega ancora Ampollini – è stato anche anno in cui abbiamo presentato il nostro primo bilancio sociale: un lavoro complesso nel quale siamo stati affiancati dall’Università dell’Insubria e in particolare dal CreaRes». Un rapporto, quello con l’ateneo varesino, che si è consolidato e che porterà a breve alla presentazione del secondo bilancio sociale del Centro e della sua Carta dei Servizi: l’appuntamento in questo caso è già fissato per il 16 giugno prossimo. «Si tratta di due passi fondamentali – dice il direttore – per un cammino più ampio che prevede per l’anno venturo l’inizio del processo di certificazione di qualità per il nostro Centro».
Intenso si è anche mantenuto il rapporto con la Provincia di Varese con la quale da sempre il Cesvov ha in atto una convenzione per fornire i servizi di base anche alla associazioni di promozione sociale, soggetti che rispondono ai requisiti della legge 28/96 e che quindi non fanno parte dell’universo del volontariato al quale, per legge, il Centro di Servizi deve garantire servizi gratuiti. Ma l’assessorato ai servizi sociali – afferma Ampollini – è anche a fianco del Cesvov nella promozione di corsi rivolti al volontariato e in diverse altre iniziative proprio per il consolidamento, negli anni, di uno stretto e irrinunciabile rapporto di collaborazione a favore del terzo settore».
E sempre lo scorso anno si è dato avvio al progetto Sve (Servizio volontario europeo) che ha visto ospitate al Cesvov le prime due ragazze in servizio volontario. «Attualmente – dice ancora il direttore – ci sono altre due ragazze che sono arrivate qui a gennaio e che stanno operando sia presso di noi che presso alcune realtà varesine».
E sempre per rimanere al tema dei giovani, non si può non ricordare l’attività dello Sportello provinciale scuola volontariato che lo scorso anno, con le sue proposte e progetti, ha coinvolto circa 700 giovani del Varesotto. “Si tratta di un capitolo importante per noi – dice ancora Ampollini – perché rappresenta una delle modalità di coinvolgimento dei giovani nel volontariato e permette la trasmissione e la diffusione della cultura del volontariato che, per legge, è uno dei nostri compiti fondamentali».
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