La Cassazione dice no al terzo mandato dei sindaci
La Suprema corte ha dichiarato decaduto il sindaco di Castelbottaccio, in Molise: un precedente che riguarda anche le elezioni di casa nostra
Il caso del paese di Castelbottaccio, in Molise potrebbe costituire un interessante precedente da applicare anche in provincia di Varese, dove in 32 comuni si voterà domenica prossima. La Corte di Cassazione ha difatti confermato il no ai sindaci eletti per il terzo mandato. Quanto accaduto nel centro molisano, dove il primo cittadino Amerigo Niro aveva partecipato alle consultazioni amministrative nonostante la legge preveda solo due mandati, rappresenta un autorevole precedente giurisprudenziale che potrebbe applicarsi anche in provincia di Varese dove due sindaci, Donata Mina Stocchi a Lavena Ponte Tresa e Arnaldo Colombo a Besano.
La Suprema corte, inoltre, afferma che il prefetto può intervenire e far dichiarare la decadenza dei ‘primi cittadini’ che conquistano il terzo mandato.
La legge, del resto, parla chiaro: l’articolo 51 del Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali del 2000 dice che “Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche. È consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie”.
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