Moleri: «Siamo nuovi per far nuovo il paese»
"Italia futura" presenta il candidato sindaco per le amministrative del 28 e 29 maggio
Angelo Moleri (foto), lavenese classe 1954, sposato con una figlia, ex dipendente bancario, oggi è un libero professionista nell’ambito del credito. È coordinatore provinciale di "Italia Futura", con cui si presenta per le elezioni amministrative di Brebbia.
Signor Moleri, per quale motivo si candida a Brebbia?
«Brebbia è la sede di "Italia Futura", un partito nato nel 1996 che non si schiera politicamente né a destra né a sinistra: siamo cittadini che si mettono a servizio dei cittadini. Inoltre io sono nato e cresciuto in queste zone e intendo fare tutto il possibile per migliorare la qualità della vita dei nostri paesi».
I candidati di "Italia futura" per le elezioni di Varese hanno sottolineato che il vostro è un partito, non una lista civica…
«Esattamente. "Italia futura" ha rappresentanti in diversi comuni della zona, ad Azzio (dove ha ottenuto i quattro consiglieri comunali della minoranza, ndr) e in Comunità Montana della Valcuvia, con la presidenza dell’Agricoltura, e si sta gradualmente radicando in provincia: per la tornata elettorale di quest’anno ci presentiamo a Brebbia, Varese, Cittiglio, Busto Arsizio. Il nostro motto è "Siamo nuovi per fare nuovo il paese": il bello lo hanno fatto gli altri, noi faremo l’utile».
Perché gli elettori dovrebbero votare "Italia futura"?
«Perché siamo cittadini "volontari della politica": la nostra missione è dare un futuro ai nostri giovani, dare più importanza agli anziani, semplificare la burocrazia, essere vicini alle istituzioni religiose che sempre più spesso vengono dimenticate… ad esempio vorremmo sostenere gli oratori, un punto di aggregazione importante per bambini e giovani. Sono un cittadino nauseato dalla politica, vorrei cambiare la classe politica attuale che blocca ogni iniziativa di rinnovamento a favore del cittadino, che è l’artefice della vita di tutti i giorni».
Quali sono le sue priorità per Brebbia?
«In una città di modeste dimensioni, dove ci sono solo lavoratori e non grandi aziende, il nostro punto di forza è puntare sul sociale: aiutare giovani e anziani, potenziare la scuola materna anche oltre gli orari canonici, dare un sostegno economico alle famiglie meno abbienti. Puntiamo al potenziamento della fognatura e del servizio idrico, e alla valorizzazione della zona del lago in località Sabbiedoro: in questo caso pensiamo ad un progetto che possa creare posti di lavoro agli abitanti del comune. Magari la costruzione di un albergo, affidata ad una società internazionale… ma si tratta di una proposta, da discutere. Infine, è fondamentale per noi la partecipazione dei cittadini alla vita politica: faremo dei referendum per consultarli sulle opinioni più importanti e istituiremo dei rappresentanti nominati dal sindaco, che portino in comune le richieste e i problemi di tutti».
Negli ultimi anni Brebbia ha assistito alla costruzione del parco acquatico e della casa di riposo della Fondazione Borghi, che hanno modificato la struttura di parte del paese attirandosi diverse proteste. Qual è la vostra posizione?
«Non sono contrario a strutture che creano posti di lavoro: la casa della Fondazione Borghi è utile anche ai Comuni circostanti, il parco può creare problemi ad alcuni cittadini, in tal caso si penserà alle modifiche necessarie da fare. Ad ogni modo, nel valutare queste strutture già presenti la mia analisi parte da un punto di vista puramente reddituale: guardo al bene concreto dei cittadini di Brebbia».
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