“Primaedoping” : dallo sport alla vita
Uisp e Istituto Einaudi hanno presentato il progetto antidoping, frutto della loro collaborazione
“Asinochidoping” è il titolo della campagna antidoping promossa dalla Uisp rivolta ai ragazzi delle scuole medie superiori. L’iniziativa, finanziata dall’Istituto Superiore di Sanità, è stata ideata e realizzata interamente dai ragazzi dalle scuole superiori di tutta Italia. Due istituti varesini hanno rappresentato la Lombardia: l’istituto professionale Einaudi e il liceo artistico Frattini.
I ragazzi dell’Einaudi hanno presentato i risultati del progetto che ha coinvolto le classi II E, II M e II N. Il gruppo è stato coordinato dalla professoressa di Scienze Tina Forza e da Alessandra Pessina della Uisp di Varese.
«Inizialmente abbiamo fatto dei confronti tra di noi per far emergere delle idee» spiega Marco Ciprella della II M che, per l’occasione, indossava la maglia rosa dell’U.S. Palermo. «Poi ci siamo divisi in due gruppi per realizzare due progetti. Il nostro si è occupato di realizzare un plastico in compensato e Das». Il lavoro si presenta come un percorso con partenza ed arrivo interrotto a metà da una deviazione. Questa conduce ad una strada a spirale al termine della quale si trova un’ambulanza. «La spirale rappresenta il destino di chi si dopa, che non raggiunge il traguardo, ma va solo incontro a dei pericoli per la sua salute».
«L’altro progetto è una scenetta che riprende una situazione tipica di un ragazzo che inizia a doparsi – spiega Martina Martino della II N. E poi racconta la trama – durante l’intervallo di una partita, due ragazzi non reggono la fatica. L’allenatore propone loro delle pillole, uno rifiuta, l’altro le accetta…».
«L’obiettivo finale è di realizzare un video da far girare nelle scuole
– commenta la professoressa Forza – E poi presentarlo ad un convegno in cui inviteremo personaggi del mondo dello sport – aggiunge Alessandra Pessina – Lo scopo di questo progetto è di rendere pubblici i lavori dei ragazzi, per questo, ad esempio, saranno messi on-line» continua la volontaria Uisp.
Cosa avete capito da questo vostro lavoro?
«Che doparsi distrugge fisicamente e psicologicamente una persona» spiega Simone Banfi della II M.
Cosa c’è secondo te che non va nel sistema di prevenzione al doping?
«Che non ci sono regole riconosciute da tutti i Paesi. E poi molti atleti utilizzano sostanze semi-dopanti, che non sconvolgono tanto il fisico e non vengono rilevate ai controlli, ma che sono comunque dannose per la salute e scorrette sportivamente».
L’insegnante Tina Forza spiega poi qual è stato il risvolto educativo più ampio del progetto. «Abbiamo cercato di concepire lo sport come palestra di vita e, mantenendo questo parallelismo, abbiamo potuto allargare la riflessione a valori come la lealtà e la correttezza, che sono adattabili ad ogni situazione».
I lavori dei ragazzi saranno disponibili on-line sul sito http://www.uisp.it/ e su quello di Asinochidoping.
Per dare un’occhiata ai lavori che altri istituti hanno realizzato per la precedente campagna antidoping della Uisp “Primaedoping”, sono sul sito http://www.primaedoping.it/.
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