A Palazzo Estense è scontro su valori e radici culturali
Dura polemica tra maggioranza e opposizione. Colombo (Fi): «La sinistra è a una deriva folkloristica»
Nell’ambito del dibattito sulle linee programmatiche, approvate ieri sera dal Consiglio comunale, ampio spazio ha trovato la polemica sulle radici culturali e sui valori alla base della nostra società.
In un contesto di generale fair play e reciproci attestati di stima, infatti, la questione dell’identità culturale ha portato ad alzare i toni dello scontro, con pesanti scambi di accuse tra maggioranza e opposizione.
Ad accendere la miccia della polemica è stato l’intervento del diessino Antonio Antonellis, che ha duramente criticato le parole del sindaco Fontana sulle radici cristiane e liberali «lontane anni luce dal politicamente corretto dei progressisti di ogni ordine e grado». Antonellis, riprendendo in parte concetti già espressi la scorsa seduta dai consiglieri Pitarresi (Pdci) e Zappoli (Prc), ha invece sottolineato l’importanza del dialogo e della solidarietà, in una società sempre più orientata al multiculturalismo.
Parole che non sono piaciute soprattutto a Forza Italia, che ha duramente replicato con il capogruppo Aldo Colombo. «Noi non rinneghiamo e ci facciamo forti delle nostre radici, mentre altri ormai se ne vergognano o le misconoscono – afferma – credo che l’inconsistenza dei contenuti, il linguaggio acido e l’incedere scomposto delle affermazioni di alcuni sia la deriva folkloristica di un’ideologia che deve mascherare il nulla che ormai la costituisce». Parole nette a riguardo sono giunte anche da Alleanza nazionale. «La mia formazione politica è di stampo fortemente sociale e identitaria – afferma Stefano Clerici – tuttavia se essere conservatori significa lottare per preservare e riaffermare le nostre radici dal nulla che avanza e dall’invasione straniera, allora non mi vergogno di essere il più accanito ed intransigente dei conservatori».
La differenza di vedute con l’opposizione è molto ampia, i due schieramenti sono quasi agli antipodi, come testimoniano gli interventi di alcuni esponenti del centrosinistra. «L’identità non è mai qualcosa di univoco – afferma Alessandro Alfieri, capogruppo della Margherita – è qualcosa che si costruisce passo dopo passo. Io sono orgoglioso delle mie origini e mi sento molto legato a Varese, ma ciò non mi impedisce di confrontarmi con persone che vengono da altre culture». Improntato all’ironia invece il commento di Angelo Zappoli. «Si parla molto di radici cristiane, ma se chiedessi a tutti i presenti che si dicono cristiani di alzarsi in piedi e spiegare cosa significa per loro – afferma il capogruppo del Prc – credo proprio che avremmo almeno una decina di scismi».
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