Dove costa meno la benzina? Chiedilo via SMS
Originali ed utili applicazioni della telefonia cellulare ideate da Gaetano Rizzi, presidente di Imin Holding, società con sede a Busto: dal risparmio sulla benzina alla lotta alla contraffazione
Da pochi giorni dal telefonino è possibile sapere dove costa meno la benzina grazie ad un semplice Sms: e questo utile servizio è nato da una società bustocca. Il suo ideatore Gaetano Rizzi, pilota militare e civile per Alitalia, docente universitario, è infatti presidente e fondatore di Imin Holding. Imin (Integrated mobile information network) è una società che ricerca,
produce e gestisce sistemi basati sulla telefonia cellulare e che
ha sede a Busto Arsizio presso il PSTL (polo scientifico tecnologico lombardo) dei Molini Marzoli.
IADI (Immediate Advisor Data Information) è il nome di questo servizio informativo via Sms, attivo a livello nazionale, che mira a mettere ad aiutare il consumatore da un lato e a stimolare una reale concorrenza di
mercato in un settore che, a dispetto di tutte le liberalizzazioni, mantiene
prezzi elevati e omogenei. Iadi sfrutta la piattaforma UbiEst MapBroker dell’azienda trevigiana UbiEst per fornire informazioni
sui prezzi praticati dai distributori di benzina nella zona in cui ci
si trova o lungo il tragitto in cui ci si muove: l’utente non ha che da inviare un sms al 48472 con il tipo di carburante e l’indicazione di un indirizzo, il nome di un comune o un
percorso per ricevere in tempi rapidissimi la lista con i quattro distributori
meno cari più comodamente raggiungibili.
L’estrazione
della lista di distributori viene effettuata dagli algoritmi ideati da UbiEst lungo l’effettivo percorso
stradale indicato, non solo nelle immediate vicinanze di dove ci si trova. Ciò può essere molto utile ad esempio in autostrada: con IADI si possono digitare i nomi dei caselli di ingresso ed uscita per ricevere la lista dei
distributori all’interno del corridoio autostradale, con i prezzi praticati comparati e la distanza in chilometri da percorrere per raggiungerli. Il sistema ha le potenzialità per essere esteso all’intero sistema
stradale europeo; per ora vi hanno aderito mille stazioni di servizio su un totale di oltre
20mila esistenti, ma l’obiettivo di Rizzi è di arrivare a "coprirne" 15mila ed ottenere circa 60mila richieste quotidiane dagli automobilisti. Obiettivi ambiziosi, ma che col tempo, e dato l’uso intensissimo del cellulare che si fa in Italia, potrebbero diventare realtà.
Il servizio è stato presentato a Milano pochi giorni fa, riscuotendo da subito un vivo interesse: è stato valutato che, potendo scegliere "in tempo reale" dove recarsi a fare il pieno, per un abitante di una zona ben servita da distributori il risparmio annuo potrebbe anche superare i 100 euro – il tutto con, si può calcolare, 2 euro e mezzo (o meno) in spesa per gli sms. Un sistema dunque, che può rivelarsi particolarmente utile: unica precauzione, per massimizzare il risparmio converrà fare il pieno ad ogni rifornimento "conveniente".
Ma non finisce qui, perchè Rizzi e la sua Imin hanno applicato gli Sms anche a tutt’alltro ambito: la lotta contro la contraffazione delle merci. Il loro nuovo sistema di certificazione Lynx (Label Yields up no Xeno),
un nuovo strumento per la protezione del made in Italy, è stato presentato poche settimane fa nel corso di VicenzaOro, fiera del settore orafo che si teneva nella città veneta.
Con Lynx gli orafi italiani sono i primi al mondo a dotarsi di un sistema di tutela dell’autenticità che può essere peraltro applicato ad ogni tipo di merce. Questo l’ingegnoso stratagemma adottato: ogni prodotto parte dall’azienda con un codice progressivo
riportato sulla garanzia o sull’etichetta; ogni punto vendita disporrà
di un ulteriore codice. L’acquirente dovrà digitare le due codifiche e
inviarle per sms a un numero telefonico unico in tutto il mondo. In
pochi secondi riceverà un messaggio di risposta che confermerà, nella
sua lingua, l’originalità, o meno, del prodotto, identificandone inoltre in modo univoco la filiera, dalla produzione fino all’acquisto finale. Si annuncia dunque vita dura anche per i "taroccatori" di marchi, oltre che per le compagnie petrolifere più esose.
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